
In questa pagina parleremo del viaggio che abbiamo effettuato nel novembre del 2018 alla Death Valley (USA)
Info generali
Partenza: Zion National Park
Arrivo: Death Valley
Tipologia di viaggio: auto
Durata del viaggio: 4h00′
Città: Death Valley
Stato: USA
Struttura ricettiva: Longstreet Inn Casino & RV Resort
Durata del viaggio: 1 notte
Persone: 2 adulti
Voto struttura: 8
Voto vacanza: 8
Costo: <€
Menù
Pro e Contro della famiglia Pomo
Giorno di arrivo
Provenendo da Zion National Park, lungo il tragitto, ci siamo fermati per qualche camminata alla Valley of Fire e dopodiché abbiamo sostato a Las Vegas pensando potesse essere una bella cosa ma essendo molto trafficata ci ha fatto solamente “perdere tempo” visto che avevamo in programma la visita di questa città già per il 22 alla sera prima di prendere il nostro volo notturno per rientrare in Italia.
Ceniamo comunque a Las Vegas in uno dei tantissimi ristoranti messicani presenti in questa città spendendo 35$ in due.
Dopo cena raggiungiamo il nostro hotel Longstreet Inn Casino & RV Resort poco fuori dalla Death Valley. Arriviamo a sera tardi e andiamo subito a dormire. La nostra camera prevedeva vista lago e aveva due letti matrimoniali queen size. Non prevedeva pasti.



Giorno di partenza
Dopo la colazione in hotel (circa 25$ in due) saliamo in auto e ci dirigiamo in alcuni punti panoramici della Death Valley.
Anche per questo parco abbiamo utilizzato il pass “America The Beautiful” acquistato al Grand Canyon.
Abbiamo deciso di iniziare la visita dei punti più iconici della Death Valley andando a Dante’s View in quanto consigliata alla mattina per poter vedere le Panamint Mountains illuminate dal sole che risaltano i colori rosa e oro.

Da qui ci siamo spostati a Zabriskie Point. Per raggiungerlo è richiesta una breve camminata di circa 5 minuti, a novembre era già di per sé abbastanza caldo se, quindi, ci andate in estate è sicuramente d’obbligo portare appresso bottiglie di acqua e non stare fuori dall’auto per più di 20 minuti consecutivi.

Death Valley, infatti, significa valle della morte e le temperature estive superano tranquillamente i 50 gradi.
Zabriskie Point si apre con colline desertiche formate da roccia, ghiaia sale e cenere vulcanica. Un panorama unico da vedere una volta nella vita.

Tornati in auto riprendiamo il tragitto verso Artists Palette, così chiamato perché sempre la tavolozza di un pittore. Ad accoglierci delle colline con diversi strati rocciosi dai colori più insoliti. Sembra proprio che un’artista si sia fermato a dipingere. Incredibile ciò che la natura può fare! Ci simao trovati difronte a collina dai colori viola, rosa, azzurri, verdi, giallo, arancioni e tanto altro! Tutto rigorosamente “made by nature”.

Da qui ci dirigiamo in auto al Devil’s Golf Course. Per noi il punto più incredibile di quanto visto alla Death Valley. Sembra di essere sbarcati in un pianeta aliento dove il suolo è coperto da sale pietrificato che crea questi bitorzoli sul terreno. Sicuramente visitarlo al tramonto con il calare del sole deve essere spettacolare per il luccichio che i cristalli salini possono dare, noi però non possiamo restare fino a quell’ora e, quindi, ci accontentiamo del mattino che ci ha comunque dato una sensazione incresibile. Ma come è possibile tutto ciò?!


Dopo Devil’s Golf Course (dove peraltro bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi per non inciampare) ci dirigiamo al Badwater Basin, forse il luogo più comunemente conosciuto della Death Valley.
E’ un bacino di un lago preistorico, il punto più basso del Nors America. Non manca, ovviamente, la foto al famoso cartello che riporta: 85.5 meters below sea level. Ovvero: 85.5 metri al di sotto del livello del mare. Incredibile, praticamente ci troviamo a 85.5 metri sott’acqua!

Questo luogo è una distesa accecante e, sottolineiamo accecante, di sale. Non riusciamo a camminare senza occhiali da sole o guardando l’orizzonte. Il colore del sale è talmente bianco che con la luce del sole non ti lascia aprire gli occhi. Camminiamo per un bel po’ (circa 1,5km all’interno del bacino) in modo da immergerci in questa distesa, ci sediamo per terra e ammiriamo questo luogo. Anna, addirittura, prova a leccare un granello di sale ed è veramente molto salato!

Il caldo inizia a farsi sentire nonostante sia novembre ma è comunque mezzogiorno e l’acqua inizia a scarseggiare, dobbiamo rientrare all’auto altrimenti restiamo senza e non vogliamo rischiare.
Ormai non ci resta molto tempo e ci sarebbe piaciuto un sacco andare a vedere la Racetrack Playa ma dista quasi 3 ore di auto e qui insorgono vari problemi e imprevisti che la Death Valley potrebbe creare.
Per prima cosa i tragitti tendono ad essere molto lunghi, come quello poc’anzi citato (3 ore) e non esistevano pompe di rifornimento per l’auto. A Fournace Creek c’era un benzinaio ma con costi elevatissimi essendo l’unico. Il caldo, poi, tende a creare grossi disagi.
Noi, inoltre, avevamo il volo di rientro da Las Vegas su New York per le ore 22:55 e, questo, prevedeva di essere in aeroporto per le 20:00 circa. Tenendo conto che volevamo anche visitare Las Vegas la sera volevamo dedicarci circa 3 ore (cena inclusa) e quindi arrivarci per le 17:00. Questo significava partire dalla Death Valley al più tardi alle 14:30 (visto che sono richieste circa 2h30′ di auto). Non avremmo proprio avuto il tempo materiale (essendo ormai le 12:30 al Badwater Basin) di raggiungere Racetrack Playa.
Questo posto, per chi non lo sapesse, è una distesa praticamente desertica nella Death Valley dove sono presenti dei sassi che si spostano da soli. Proprio così, sembra “camminino” lasciando dietro di loro la scia della strada percorsa.
Avendo, comunque, ancora un paio di ore a disposizione da Badwater Basin decidiamo di raggiungere Mesquite Flat Sand Dunes. Delle dune di sabbia nel deserto. Dopo aver fatto la giusta quantità di benzina a Fournace Creek, raggiungiamo le dune in circa 50 minuti e scattiamo alcune foto. Da qui prendiamo la nostra auto direzione Las Vegas.

Il nostro viaggio, ormai, sta per concludersi.
Se volete continuare con noi il nostro viaggio vi aspettiamo sotto la pagina della nostra ultima tappa negli USA di questo viaggio: Las Vegas!
Informazioni d’ingresso
Consigliamo di controllare il sito ViaggiareSicuri prima di partire ma generalmente per viaggiare negli USA è richiesto il passaporto dotato di microchip ed essere in possesso dell’ESTA.
Attenzione ai vari siti truffa per quanto riguarda la richiesta dell’ESTA. Il costo è di 40$ (2025), qualsiasi costo superiore sono truffe oppure siti esterni che richiedono commissioni per eseguire la pratica per voi.
La pratica richiede circa 72 ore per l’approvazione. Anche in questo caso è meglio richiederla entro una settimana dalla partenza visti i tempi di elaborazione.
Importantissimo viaggiare con un’assicurazione sanitaria. Eventuali problemi medici negli USA hanno costi salati e in ospedale ancora prima di chiedervi il motivo per il quale siete lì vi chiedono il numero della polizza assicurativa o la carta di credito!
Il costo che abbiamo sostenuto noi con validità dal 31/10 al 23/11 era veramente irrisorio rispetto a quanto si potrebbe pagare se qualcosa dovesse andare storto.
La nostra assicurazione aveva massimale illimitato per le spese mediche, abbiamo pagato 340,00 euro totali (170 a persona). Era, però, un’assicurazione sottoscrivibile solamente da agenzie autorizzate. Sono, però, disponibili molte altre assicurazioni in commercio anche se con massimale inferiore ma pur sempre molto elevato.

Pro e contro della famiglia Pomo
PRO
– la sovrannaturalità che questo luogo dona. Qualcosa che nessun altro parco americano può darti, sicuramente un luogo da vedere se si opta per un tour nei parchi americani.
CONTRO
– le temperature alte che non permettono di camminare molto, soprattutto d’estate.
Concludendo, viaggio consigliato?
Anna: sì
Sergei: sì





