Parigi – Disneyland

In questa pagina parleremo del viaggio che abbiamo effettuato nel maggio del 2025 a Parigi/Disneyland (Francia)

Info generali

Partenza: Venezia – aeroporto Marco Polo

Arrivo: Parigi – aeroporto Charles De Gaulle

Tipologia di volo: diretto

Durata del volo: 1h40′

Stato: Francia

Struttura ricettiva: 

Hotel Residence du Parc – Val d’Europe

Durata del viaggio: 4 giorni

Persone: 

2 adulti+2 bambini (4 anni e mezzo e 2 anni e mezzo)

Voto struttura: 8

Voto vacanza: 8

Costo: €€

La nostra esperienza

Informazioni d’ingresso

Giorno di arrivo e viaggio

La nostra stanza

Giorno 1

Giorno 2

Giorno di rientro

Pro e Contro della famiglia Pomo

Gallery

La nostra esperienza

Abbiamo prenotato questo viaggio a Parigi una settimana prima. Non era in programma ma quando a Sergei hanno confermato delle ferie da mercoledì 30 aprile, visto poi il ponte dell’1 maggio abbiamo deciso di regalare ai bimbi il viaggio a Disneyland Paris.
Il viaggio è stato organizzato completamente in autonomia, senza appoggiarsi ad alcuna agenzia.

Abbiamo viaggiato in 4: Anna, Sergei, il nostro primogenito di 4 anni e mezzo e la secondogenita di 2 e mezzo.

La struttura ricettiva non era un hotel ufficiale Disney ma un aparthotel a circa 10 minuti di auto dal parco. Avevamo guardato gli hotels ufficiali ma il costo più basso era di 1.000 euro in più (fino ai più lussuosi di anche 5.000 euro in più).

L’intera vacanza è stata prenotata tramite formula pacchetto (volo+hotel) su Expedia. Abbiamo viaggiato con Air France scegliendo la soluzione economy light che permetteva di portare a bordo un solo zaino + borsetta che, per 4 giorni di viaggio, erano più che sufficienti anche viaggiando con due bambini.
Non abbiamo sottoscritto alcuna assicurazione viaggio, anche se, è sempre consigliata (e noi ne avremmo avuto bisogno!)

Informazioni d’ingresso

Essendo la Francia un paese dell’Unione Europea e stato Schenghen per recarsi basta anche la semplice carta di identità valida per l’espatrio oppure il passaporto.

Consigliamo di controllare il sito ViaggiareSicuri prima di partire.

Giorno di arrivo e viaggio

Il nostro volo partiva da Venezia il 30 aprile alle ore 06:00 e atterrava alle ore 07:50. Il volo è partito in ritardo alle 06:30 ma è comunque atterrato in orario (07:55).
Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio esterno l’aeroporto, da “Brusutti”. Per noi è un must se partiamo da Venezia e sono molto efficienti.

Al nostro arrivo è stato bello non dover attendere i bagagli nel nastro avendo solamente il bagaglio a mano (alla fine siamo partiti con 3 zaini grandi).
Ci siamo recati, seguendo le indicazioni in aeroporto, alla RER B azzurra che collega l’aeroporto CDG al centro di Parigi. Prima di recarci a Disneyland, dove avevamo i biglietti per l’1 e il 2 maggio abbiamo deciso di dedicare la giornata del 30 ad una visita lampo di Parigi per i bambini (noi ci eravamo già stati nel 2018 e Anna anche altri anni).

Il biglietto del trano RER ci è costato 38,50 euro (15 per adulto e 8,50 per Evan di 4 anni, mentre Iris essendo sotto i 3 anni ha viaggiato gratuitamente). Dopo circa 50 minuti eravamo a Notre Dame (fermata Saint Michel Notre Dame), prima tappa da noi scelta per la giornata. Dopo qualche foto e una visita lampo ci siamo diretti alla fermata “Hotel de Ville” per prendere la metro M1 gialla direzione La Defense scendendo a Palais Royal Mudee du Louvre.
Abbiamo optato per il biglietto giornaliero metro visto che dovevamo spostarci parecchio. La biglietteria ci ha fatto pagare 28 euro (14 ad adulto) anche se hanno commesso un errore in quanto Evan avrebbe dovuto pagare.

Notre Dame
Louvre

Arrivati al Louvre faceva già parecchio caldo essendo circa le 11 di mattina, sono stati giorni parecchio caldi. Il termometro segnava 28 gradi ma eravamo attrezzati a pantaloni corti e magliette. Dopo le foto con la famosissima piramide del Louvre ci siamo incamminati verso i giardini des Tuileries lungo la Senna cercando il più possibile ombra.
Abbiamo camminato fino a prendere la RER C gialla al Musee d’Orsay direzione Versailles Chateau Ruve Gauche e siamo scesi alla fermata Cham de Mars Eiffel Tower.
Abbiamo camminato un po’ fino a raggiungere una strada laterale con vista Tour Eiffel. Ormai era ora di pranzo e ci siamo fermati nel ristorante da Bailli dove abbiamo pranzato con una pizzetta, pasta in bianco, pasta all’arrabbiata, nuggets, patatine fritte e 2 bottiglie di acqua. Il costo veramente alto (84 euro di tutto) ma si sa, siamo a Parigi!

Tour Eiffel

Dopo una breve passeggiata ai giardini della Tour Eiffel abbiamo preso il Bus 30 Viola all’inizio del ponte d’Iéna direzione Pigalle scendendo a Charles de Gaulle-Etoile-Kleber dove si è manifestato in fronte a noi l’arco di trionfo.

Arco di trionfo


Dopo alcune foto abbiamo raggiunto la stazione metro Charles de Gaulle-Etoile per prendere la linea M2 blu direzione Nation scendendo a Blanche che ci ha portati al Moulin Rouge.
Siamo saliti a fare le foto sulla famosa piattaforma che “spara” aria (famosa per la foto di Marilyn Monroe).

Moulin Rouge


Abbiamo proseguito in salita e per circa 1km raggiungendo Montmartre dove sorge la famosa cattedrale bianca. Era veramente molto caldo e i bambini molto stanchi essendo svegli dalle 3:00 di mattina. Questa, però, era la nostra ultima tappa.
Montmartre è sempre affascinante e per Anna è il quartiere più bello di Parigi, gli angoli che si aprono con in classici locali francesi adornati da fiori, vicoli stretti e curati che catapultano chi ci cammina in un film.

Riprendiamo la nostra camminata in direzione metro M2 blu da prendere a Pigalle con direzione Nation. Scendiamo proprio all’ultima fermata, ovvero Nation, e prendiamo la RER A rossa in direzione Marne La Valle Chessy dove scendiamo a Val d’Europe.
Se, invece, qualcuno opta per gli hotel ufficiali dovrà scendere a Marne La Valle Chessy, ovvero l’ultima fermata che porta proprio all’ingresso dei parchi Disney dai quali si raggiungono anche gli hotels.

Da qui abbiamo optato per il bus 2233 marrone direzione Gare de Marne-la-Vallee Chessy Nord e dopo 5 fermate siamo scesi a Bois de Loselet che era proprio in fronte al nostro residence.

La nostra stanza

Il check in è stato veloce e siamo saliti subito in stanza. La nostra si trovava al primo piano (n.111).

La nostra camera era composta da bagno con doccia grande, il phon non è in dotazione in ogni stanza ma basta richiederlo alla reception (come da noi fatto) e viene dato senza alcun problema e gratuitamente.

Il corridoio piccolo ospita anche una minuscola cucina con lavabo, frigo e due fornelli. La cucinetta è completamente attrezzata da pentole, piatti, bicchieri e posate. Ovviamente essendo lo spazio veramente poco ci si deve anche adattare nelle stoviglie (le pentole erano solamente due).

In dotazione c’erano anche i sacchi per i rifiuti.

Il corridoio finiva poi con la stanza composta da letto matrimoniale + divano letto matrimoniale per i bambini. Era presente un tavolo con 3 sedie per mangiare + una scrivania con ulteriore sedia. La tv era in fronte al letto matrimoniale. Era presente a fianco del divano letto uno scaffale aperto.

Era poi presente una porta finestra che, però, non dava su alcun terrazzino. Era chiusa da una ringhiera ma dava la possibilità di far passare molta aria. Non abbiamo mai acceso il condizionatore nonostante il caldo, l’aria che entrava era più che sufficiente per rinfrescare.

La finestra affacciava sul giardino del residence dove era presente una piscina che, però, era ancora vuota e che è utilizzabile a partire da giugno.

Inclusi in bagno, come orami di consueto, bagnoschiuma e sapone.

Sergei si è recato subito al market per prendere qualcosa da cucinare per cena (siamo arrivati in residence alle 17:30 circa). Aldi dista circa 1,5km ma è comodamente raggiungibile con il bus 2233 marrone in circa 10 minuti (3 fermate).

In alternativa a fianco del residence si trovano alcune attività commerciali come farmacia, panetteria e anche un mini market gestito da indiani ma non molto fornito.

Giorno 1

Il giorno successivo, giovedì 1 maggio, è per noi il primo di 2 giorni nei parchi Disney. A Parigi ci sono due parchi:

Disneyland Park e Walt Disney Studios Park

Avevamo acquistato, sempre tramite Expedia, i biglietti nella formula “2 giorni 2 parchi”. Ciò significava che in due giorni potevamo fare entrambi i parchi nello stesso giorno e passare anche da uno all’altro più volte.

Se, per esempio, si acquista 2 giorni 1 parco significa che si potrà fare un solo parco al giorno.

Essendo il ponte del 1° maggio avevamo scelto l’opzione 2 giorni 2 parchi (un po’ più costosa) ma per poter passare da un parco all’altro in caso di file infinite. Abbiamo speso 668,00 euro per 2 giorni e 2 parchi per 2 adulti + 1 bambino sopra i 3 anni; Iris è entrata gratuitamente non avendo ancora i 3 anni compiuti.

C’è anche la possibilità di scegliere tra biglietti datati e a data aperta, i primi più economici dei secondi in quanto scegli subito i giorni di entrata.

Se si soggiorna negli hotels ufficiali il biglietto include, quello che loro chiamano, “un’ora in più per la magia”.

Cosa significa? I parchi aprono alle 9:30 ma se si soggiorna negli hotel Disney si potrà accedere alle 8:30. Mentre eravamo là ci siamo accorti che non è molto conveniente (almeno nel nostro periodo) in quanto dall’applicazione ufficiale che si può scaricare sui telefoni la maggior parte delle attrazioni apre alle 9:30, se non addirittura alle 11:00 alcune. Alle 8:30 ci sono un paio di attrazioni al parco Walt Disney e altre 4 al Disney. Questo fa sì che tutti gli ospiti degli hotel si riversino in queste e le attese sono veramente alte.

Spendere molto di più per questa ora in più, a nostro avviso, non ne vale la pena (almeno per il periodo nel quale siamo andati noi).

Una premessa: al Walt Disney Studio a maggio 2025 stavano costruendo tutta l’area a tema “Frozen” con tanto di lago, castello di Arendelle, montagne ecc. (con conclusione lavori prevista per il 2026) e dopo questo sarà prevista l’area a tema “Il re Leone”. Siccome a maggio 2025 il parco era veramente piccolo (11 attrazioni), tutte le persone che entrano al Walt Disney si suddividono solamente in queste (contro le oltre 30 del parco Disney) facendo aumentare parecchio le file di attesa.

Se vi è possibile attendete la conclusione di tutti i lavori, aumenteranno le attrazioni e lo spazio a disposizione. In questo modo dovrebbero “scremarsi” anche le attese.

Ingresso Disneyland Paris

Il 1° maggio siamo arrivati agli ingressi alle ore 09:00 dopo aver preso un Uber dal nostro Residence (10,80 euro). Dopo i controlli di sicurezza molto veloci ci siamo diretti al Walt Disney Studio. Questo, perchè, volevamo a tutti i costi fare subito l’attrazione di “Ratatouille” che nei giorni precedenti (spiando dall’applicazione) aveva sempre file tra i 30 e i 40 minuti.

Area Ratatouille

Siamo riusciti a fare fila di 20 minuti (data dagli ospiti degli hotels che erano già all’interno del parco). E’ un’attrazione molto bella in 3D. Si sale su dei topolini che ti portano all’interno del film e di alcune scene iconiche in 3D, appunto, e fanno entrare lo spettatore nel pieno del film con tanto di effetti speciali (profumi, calore quando si passa sotto al forno, acqua che ti veine spruzzata in faccia quando Remì cerca di aprire la bottiglia di spumante ecc.).

Da qui ci siamo diretti a “Slinky Dog”, il famoso cane ad anelli di “Toy Story”, 10 minuti di fila e abbiamo fatto il nostro giro, carino e molto per bambini. Non vale sicuramente più di 10 minuti di coda. Abbiamo saltato le altre 2 attrazioni a tema perché non per i nostri bimbi e ci siamo diretti da “Cars Quatre Roues Rallye”, un’attrazione a tema “Cars” dove si sale su delle macchinine che ruotano velocemente tipo le famose tazze. Fila di circa 25 minuti, non vale un’attesa così lunga anche se i nostri bambini si sono divertiti tantissimo. Diciamo che vista con gli occhi dei bambini deve essere molto magica, per un adulto no.

Area Cars

Non abbiamo fatto “Crush’s Coaster” a tema “Nemo” l’altezza minima è di 107cm (Evan avrebbe potuto farla) ma è più un rollercoaster e conoscendo l’attitudine di nostro figlio è stato meglio non farla. Tenendo conto che essendo i vagoni per 4 persone e pochi le attese qui sono sempre molto lunghe. Se trovate sotto i 60 minuti ritenetevi fortunati!

Facciamo una piccola parentesi: alcune attrazioni danno la possibilità sia del “Premier Acces” sia del “Single Rider”. Spieghiamo velocemente la differenza:

Premier Access: non è altro che il salta fila come a Gardaland. Paghi e hai la possibilità di entrare subito nell’attrazione. Attenzione che i prezzi sono parecchio alti, siamo in parchi marchio Disney! Si va da 5 euro per le più “scarse” ai 18,00 euro di “Peter Pan”, per persona! E’ possibile acquistare un pass che permette di entrare in tutte le attrazioni che danno questa possibilità una so,a volta ma anche qui i prezzi sono abbastanza alti: 90,00 euro per persona. Quando scriviamo per persona si intende dai 3 anni in su. La nostra famiglia, quindi, avrebbe pagato 270 euro per fare una volta le attrazioni disponibili con premier access. Un po’ troppo…

Single Rider: questa è più indicata per le coppie o, comunque, per coloro che non hanno bambini. Se vi va bene essere divisi in attrazione questa è la soluzione che fa per voi. Quando siamo venuti nel 2018 (quando ancora non avevamo figli) abbiamo fatto parecchie attrazioni in questa modalità. Significa che se un’attrazione ha un vagone/barca ecc. con 6 posti e ne occupano 5 vanno subito ad attingere la 6a persona dalla Single Rider. In questo modo, per esempio, se “Ratatouille” ha 40 minuti di fila ma vi va bene farla in due vagoni diversi potrete anche attendere solamente 5 minuti prima di salire. Noi nel 2018 l’abbiamo effettuata circa 4 volte di fila in questo modo.

Attenzione a “Crush’s Coaster di Nemo”, questa in Single Rider ha anche 60 minuti di fila!

Chiusa la parentesi continuiamo con la nostra giornata. Sono ormai le 11:00 (quindi 3 attrazioni in 1h30′) e apre l’attrazione “Cars Road Trip”. Sempre a tema “Cars”, si sale su un mega treno a ruote che fa un mini giro portandovi ad un luogo dove assisterete ad effetti speciali con fuoco e acqua. Il tutto durerà circa 10 minuti. Abbiamo effettuato una coda di circa 10 minuti per questa attrazione. Solitamente è molto veloce in quanto ogni treno può portare anche 200 persone se non di più. Se trovate più di 15 minuti di fila per noi non ha senso attendere, riprovate più tardi.

Finita l’attrazione i bambini hanno fame ma agli Walt Disney Studios non ci sono moltissimi ristoranti essendo, appunto, piccolo. Non restando molte attrazioni da fare (solamente i tappeti volanti di Aladdin) optiamo per cambiare parco e pranzare al Disney Park. Ci sarebbero state anche altre attrazioni ma alcune avevano file di oltre 50 minuti e una, la più iconica, “Tower of Terror” non fa al caso del nostro nucleo familiare più piccolo, quindi, meglio evitarla.

Ingresso Disneyland Paris

L’ingresso è affollatissimo ma coincide anche con l’orario di fine parata. Conoscendo già questo parco ci dirigiamo direttamente a Frontierland per pranzare dove nel 2018 ci eravamo trovati bene.

Il parco Disney è suddiviso in 4 aree tematiche: Frontierland, Adventureland, Fantasyland e Discoveryland.

La prima è tutta a tema far west dove trovate il famoso trenino di “Big Thunder Mountain” (purtroppo chiuso per ristrutturazione a maggio 2025!) e molte altre cose a tema western.

Big Thunder Mountain

La seconda è a tema avventura dove si trovano i “Pirati dei Caraibi” e “Indiana Jones”. Si passa poi a Fantasyland a tema veri classici Disney (Dumbo, Peter Pan, Biancaneve, Pinocchio, Alice nel Paese delle Meraviglie ecc.) fino a giungere a Discoveryland più a tema fantascienza con “Star Wars”, macchinine e “Buz Light Year”.

Tornando al nostro pranzo optiamo per il ristorante “Casa De Coco” tutto a tema cartone “Coco” con cucina, quindi, messicana. Per chi ci conosce o ha letto altri viaggi ormai sa che la ricerchiamo ovunque.

Dall’applicazione potete vedere tutte le ubicazioni dei ristoranti e anche negozi oltre che attrazioni. Trovate i menù consultabili, potete prenotare i tavoli dove questo servizio è richiesto oppure, come per Casa De Coco, ordinare online e scegliere se mangiare all’interno o portare via.

Noi abbiamo pranzato con 54,00 euro optando per 1 burrito di carne, 1 burrito vegetariano, 1 porzione di Nuggets, 2 porzioni di patatine fritte, 2 gelati e 2 bottigliette di acqua. Da tenere conto che Evan non mangia quasi nulla e, infatti, ha optato solo per patatine fritte e qualche nuggets. La spesa, quindi, è per circa 3 persone (Iris al contrario mangia un sacco!)

Finito il pranzo sono quasi le 13:00 e in zona c’è “Phantom Manor”, la casa dei fantasmi. Purtroppo la coda è abbastanza lunga (25 minuti). Scriviamo abbastanza lunga perché, monitorandola nei giorni precedenti, stava tra i 5 e i 15 minuti. Avendo, però, bambini piccoli recarci in altro posto e tornarci successivamente sarebbe stata lunga; si trova un po’ “fuori zona” rispetto alle altre tenendo conto che il trenino di “Big Thunder Mountain” era chiuso.

Phantom Manor

Questa attrazione è stata creata in modo eccellente, tematizzata nei minimi dettagli. Detto ciò ad Evan ha fatto parecchio paura mentre Iris, per assurdo, appena usciti voleva tornarci!

Ci dirigiamo a Fantasyland dove ci attende l’attrazione di “Biancaneve”, circa 25 minuti di coda. Anna aveva un bellissimo ricordo di quando era bambina, poi quando cresci vedi tutto con occhi diversi. L’attrazione è ben fatta ma dura veramente poco, i bambini ne restano estasiati e per loro è pura magia ma attendere quel tempo per 2 minuti di attrazione sembra veramente follia.

Attrazione di Biancaneve

Da qui ci dirigiamo a “Les Pays des Contes de Fées”, la coda è di appena 10 minuti. L’attrazione è veramente bella. Anna la ricorda come magica e, tutto sommato, così è rimasta. Si sale su delle barchette che attraverso l’acqua portano i passeggeri a vedere tutto un mondo in miniatura dei più famosi cartoni Disney. Si va da Biancaneve alla Sirenetta, da Frozen a Aladdin, dalla Spada nella roccia a la Bella e la Bestia, da Rapunzel ad Up ecc. il tutto rigorosamente ricreato in miniatura.

Attrazione Le Pays des Contes de Fees
Il castello della Sirenetta nell’attrazione de Le Pays des Contes de Fees
Dracula nell’attrazione de Le Pays des Contes de Fees

Alcune cose sono state cambiate da quando Anna era venuta a 10 anni (20 anni fa!) perché anche i cartoni cambiano. Frozen non c’era e ha sostituito Cenerentola, Up ha sostituito il Mago di Oz ecc.

UP nell’attrazione de Le Pays des Contes de Fees

A fianco si trova l’attrazione di “Casey Jr. – le Petit Traun du Cirque”. Un trenino per bambini a tema circo. La fila è lunga (30 minuti) ma almeno è all’ombra e con il caldo delle 14:00 decidiamo di ripararci e attendere qui.

Per bambini piccoli è molto bella, per loro sembra di andare velocissimi ma per gli adulti è veramente un’attrazione di poco conto. Non fatela se la fila supera i 15/20 minuti, non ha senso.

Dopo una sosta in bagno ci rechiamo da “it’s a small world” una delle attrazioni più magiche di questo parco (a parlare è sempre il ricordo di Anna bambina). Anche qui la fila è abbastanza lunga (20 minuti), nei giorni passati non saliva mai oltre i 15. Alla fine la coda è abbastanza veloce, si sale in barche molto capienti e quindi non si sta molto tempo in attesa.

L’attrazione in sé oltre ad essere affascinante dura anche abbastanza e porta lo spettatore in tutto il mondo. Tanti manichini bambini che percorrono le varie nazioni dalla Francia che ospita il parco, all’Inghilterra attraverso la Russia, Africa, India ecc.

Ai nostri bambini è piaciuta veramente tanto coinvolgendoli magicamente.

Vale la pena farla ma tenete monitorata l’app. Andateci quando l’attesa è sotto i 15 minuti.

Sono ormai le 16:00 e i nostri bambini sono molto stanchi, decidiamo di dirigerci all’uscita. Non manca la fermata ai negozi della main street dove si “guadagnano” un gioco a testa, purtroppo è d’obbligo!

Prendiamo il nostro Uber sempre per 10,80 euro e arriviamo in residence. Doccia, cena e a letto! Domani ci attende un’altra giornata al parco.

Giorno 2

Dopo la colazione in stanza prendiamo il nostro taxi sempre tramite Uber (10,80 euro) e ci rechiamo all’ingresso del parco Disney. Oggi si vede che ci sono più persone. Molto probabilmente si erano messe tutte in viaggio il 1° maggio (primo giorno di festa) per trascorrere il weekend ai parchi.

Decidiamo di entrare subito al parco Disney per andare in quelle attrazioni mancanti dal giorno precedente. Ci rechiamo subito da “Autopia” ma la fila nel frattempo era aumentata notevolmente (prima dell’apertura dava 20 minuti di coda e al nostro arrivo erano già 65). Optiamo per “Buz Light Year” che si trova di fronte e ha 25 minuti di coda. La fila si muove molto velocemente e non ci si annoia ad attendere.

L’attrazione ricorda un po’ gli egiziani di Gardaland (ora sostituita da Jumanji). Si sale in piccole navicelle spaziali che si muovono tramite un nastro trasportatore, oguno può tenere 2 persone; sono presenti due pistole laser e monitor per il punteggio. Mano a mano che ci si muove si spara in vari bersagli luminosi.

Conclusa l’attrazione si passa per il negozio e, come avevamo promesso ad Evan il giorno precedente, troviamo il cappellino di “Cars” che tanto desiderava. Acquisto per lui e di conseguenza anche cappellino a tema “Ratatouille” per Iris; quest’ultimo fatto veramente bene, presenta un dentone nel frontino, orecchie e codina. Molto simpatico per i bambini!

Controllando l’app decidiamo di optare nuovamente per “it’s a small world” dove l’attesa è di soli 5 minuti ma in realtà non è stata nemmeno attesa. Ci è voluto più tempo per percorrere il percorso dedicato, appena arrivati alle barchette siamo saliti subito.

Una volta conclusa decidiamo di recarci da “Pinocchio” che il giorno precedente non eravamo riusciti a fare, purtroppo la coda è stata abbastanza lunga (35 minuti). E’ un’attrazione analoga a “Biancaneve” e adiacente a quest’ultima. Dura veramente poco e non ha senso attendere così tanto per salirci (non vale fare più di 10 minuti secondo noi).

Si passa da mangiafuoco, il paese dei balocchi ecc.

Conclusa questa attrazione sono ormai le 11:30 e volevamo vedere la parata ma la via principale ha addirittura 3 file di persone. Troviamo un posticino in disparte verso “Frontierland” e tenendo in braccio i bambini mostriamo loro i carri tematizzati Disney. E’ stato molto magico per loro, hanno visto passare Frozen con le principesse, Nemo, Il re leone, il drago sputafuoco della Bella Addormentata nel Bosco ecc.

Appena finito il passaggio andiamo direttamente a mangiare da “Casa de Coco” e la spesa è la medesima del giorno precedente avendo acquistato le stesse cose.

Da qui decidiamo di andare a “I pirati dei Caraibi”, la coda è eccessiva (45 minuti) e decidiamo di acquistare il Premier Access. Ricordavamo come fosse bella dal 2018 e per noi era essenziale farla. Con 18 euro entriamo praticamente subito. Il Premier Access non ti permette di entrare immediatamente ma fornisce un orario in cui presentarsi (solitamente con un lasso di tempo di 1 ora; esempio dalle 13:15 alle 14:15). Non essendoci troppe persone con il premier access ci viene fornito subito l’orario. Alla fine abbiamo effettuato solamente 5 minuti perché l’accesso porta a circa 40 metri dall’imbarcazione delle barche ricongiungendosi con la fila principale.

E’ tematizzata in modo eccellente, sono presenti anche due discese in acqua dove però non ci si bagna (almeno noi in seconda fila non ci siamo bagnati). L’attrazione è completamente strutturata all’interno e sotto terra. All’inizio si passa anche a fianco del ristorante tematizzato. Se non sapete dove mangaire provate anche qui, avrete dei tavolini che danno su una parte dell’attrazione e mangerete al buio a lume di candela, veramente molto suggestivo. I bimbi sono rimasti un po’ “scioccati” dalle discese perché non se le aspettavano ma si sono divertiti un sacco.

Da qui decidiamo di recarci ancora a “Les Pays des Contes de Fées” dove eravamo stati ieri, la coda prevista era 10 minuti.

Mentre eravamo in fila, purtroppo, Iris non stava ferma ed è scivolata sbattendo la testa sullo spigolo della ringhiera di ferro che delimitava il percorso di attesa. Ha iniziato a sanguinare copiosamente ma abbiamo deciso di continuare visto che toccava a noi salire sperando che nel mentre smettesse e si tranquillizzasse.

Purtroppo niente da fare. Ci siamo recati al primo soccorso del parco di Main Street, sono stati veramente efficienti. Non potevano, però, curarla. La ferita era così profonda che ci hanno dirottati al pronto soccorso. Potevamo scegliere se quello pubblico (minimo 4 ore di attesa) o quello privato (circa 1 ora). Abbiamo optato per il privato.

Disney ha regalato 2 pupazzi ai bambini, ci avevano offerto ingresso gratuito per il giorno successivo (purtroppo avevamo già il volo prenotato per il rientro), quindi ci hanno dato il Premier Access per l’attrazione che desideravamo, abbiamo scelto “Peter Pan” che non avevamo ancora fatto perché sempre con minimo 60 minuti di coda, hanno messo a disposizione gratuitamente il taxi che ha portato Anna ed Iris al pronto soccorso e sono poi venuti a prenderci. Hanno messo 2 punti sulla fronte, il tutto in 45 minuti (190,00 euro, quindi come una visita privata in Italia).

Al rientro al parco ci siamo ricongiunte con Sergei ed Evan e siamo andati subito da “Peter Pan”, attrazione ben fatta, si sale su della barche volanti che sorvolano tutta Londra e fanno vivere le scene più importanti del cartone sempre dall’alto.

Secondo noi non vale più di 20 minuti di attesa e, soprattutto, non ha senso pagare 18,00 euro a persona per il Premier Access, per fortuna ci è stato dato gratuito!

Dopo questa attrazione abbiamo deciso di rientrare, erano ormai le 18:00 e i bambini erano veramente stanchi soprattutto Iris. Prendiamo il nostro Uber (13,80 euro perché orario un po’ più richiesto) e all’arrivo in appartamento Anna fa sosta nei market vicini sia per prendere del latte e pane e anche un passaggio in farmacia per qualche cerotto.

Ci ritiriamo a dormire presto, il giorno seguente sarà per noi di rientro.

Giorno di rientro

Il giorno del rientro in Italia avevamo il volo alle ore 10:05 locali ed abbiamo optato per Uber. Ci è costato 32,00 euro contro i 28,00 che avrebbero costato i mezzi pubblici quindi molto più conveniente. In appena 30 minuti siamo in aeroporto CDG.

L’aereo era puntuale e siamo atterrati a Venezia in orario.