
In questa pagina parleremo del viaggio che abbiamo effettuato nel novembre del 2016 a New York (USA)
Info generali
Partenza: Venezia – aeroporto Marcopolo
Arrivo: New York – aeroporto JFK
Tipologia di volo:
diretto (per il 2016) e con scalo a Londra (per il 2018)
Durata del volo:
9h36′ (per il 2016) e 2h30’+8h15′ (per il 2018)
Città: New York
Stato: USA
Struttura ricettiva: Hotel Edison 3*
Durata del viaggio: 5 notti
Persone: 2 adulti
Voto struttura: 7
Voto vacanza: 8
Costo: €€?*
*Non definibile in quanto non sostenuto direttamente da noi (hotel e voli). Possiamo indicare una media dei pasti (anno 2016) definendola sui 30$ a pasto (anche se abbiamo speso meno) che porterebbe a 450$ per l’intero periodo. Per un volo intercontinentale andata e ritorno per 2 persone con scalo possiamo tenere conto di circa 1.000,00 euro tramite agenzia. La camera all’Edison dipende da quale si sceglie ma, controllando online, possiamo stimare circa 200,00 euro a notte per 2 persone e quindi altri 1.000,00 euro. Totale di volo+hotel+pasti per la nostra permanenza circa 2.500,00 euro. Da tenere poi conto degli acquisti personali che dipendono da persona a persona, alla metro (abbiamo indicato il costo all’interno dell’itinerario ma noi abbiamo quasi sempre camminato) e il costo delle attrazioni (Empire, Freedom Tower, Statua della Libertà ecc.) che abbiamo sempre indicato all’interno dell’itinerario.
Menù
Pro e Contro della famiglia Pomo
La nostra esperienza
Eravamo già stati a New York nel 2016 e Anna molte altre volte dal 2000 in poi. Nel 2018 la tappa era principalmente perché doveva correre la maratona il 3 novembre quindi non abbiamo girato molto la città ma lo avevamo fatto nel 2016. L’itinerario che riporteremo qui sotto è sempre strutturato in 5 giorni ma lo abbiamo effettuato nel 2016.
Ci teniamo a fare una premessa sulla città. Molti partono impauriti dal fatto che è New York, è enorme e hanno “paura” di perdersi o di non saperla girare. Non c’è città più semplice di questa da visitare quindi, per favore, lasciate a casa i pregiudizi e partite sereni.
E’ un po’ come giocare a battaglia navale.
Ci sono delle strade “verticali” dette Avenue e delle strade “orizzontali” dette Street.
Proprio per questo è molto intuitivo muoversi nella città. Basterà sapere dove si trova il proprio alloggio e da lì partire per i vari luoghi. Il nostro hotel si trovava sulla 47 Street tra l’8th Avenue e Broadway (un’altra strada “verticale”). Per andare, ad esempio, all’Empire State Building che si trova sulla 34 Street 5th Avenue basterà andare verso Sud di 13 strade (street) e a sinistra verso l’East River di 4 Avenue (la 7, 6, Broadway e 5), o viceversa, prima percorrere tutte le Avenue e poi scendere le Street (come si preferisce).
I numeri delle Street aumentano mano a mano che si va a Nord e diminuiscono andando a Sud.
Le Avenue partono dalla 1 che si trova verso l’East River fino alla 11 dal lato opposto, ovvero verso l’Hudson River.
Il viaggio
Anno 2016
Il nostro volo era diretto, durava 9h36′ e partiva da Venezia per New York JFK alle ore 12:00 con arrivo alle ore 16:36 locali (-5 ore rispetto all’Italia) ed era organizzato con la compagnia Delta Airlines.
Avevamo inclusi 1 bagaglio in stiva di 23kg + 1 bagaglio a mano di 8kg per persona.
Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio esterno l’aeroporto, da “Brusutti”. Per noi è un must se partiamo da Venezia e sono molto efficienti.
Anno 2018
Il nostro volo partiva da Venezia per Londra Heathrow alle ore 07:00 con arrivo alle ore 08:30 locali (-1 ora rispetto all’Italia) per ripartire alla volta di New York JFK alle ore 10:10 e atterraggio alle ore 14:15 locali (-5 ore rispetto all’Italia). A Londra Heathrow era previsto il cambio terminal dal 5 al 3. Il nostro viaggio era American Airlines operato da British Airways.
Avevamo inclusi 1 bagaglio in stiva di 23kg + 1 bagaglio a mano di 8kg per persona.
Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio esterno l’aeroporto, da “Brusutti”. Per noi è un must se partiamo da Venezia e sono molto efficienti.
Il viaggio è stato tranquillo e i voli puntuali. A bordo dei voli intercontinentali, ormai, si trova qualsiasi tipo di intrattenimento dai film alla musica fino ai giochi ed ogni sedile tende ad avere il proprio schermo. La compagnia aerea fornisce, inoltre, cuffie + coperta + cuscino. Era poi incluso il pasto e snack a bordo.
Se avete la possibilità di scegliere i posti a bordo sia gratuitamente o con un leggero sovrapprezzo lo consigliamo soprattutto per il volo intercontinentale. All’arrivo a New York, infatti, è previsto il controllo passaporti ed ESTA e le attese sono molto lunghe (a volte anche un paio d’ore, tanto da trovare già le vostre valigie che girano sul nastro quando arriverete). L’avere i posti più avanti nell’areo fa si che possiate scendere ed arrivare ai controlli prima di tutto il vostro volo che porta oltre 200 persone e risparmiare parecchio tempo. Tenete conto che continuano ad arrivare voli quindi anticipare tutte le persone del vostro è già un buon “vantaggio”.
Al nostro arrivo, dopo il ritiro bagaglio e usciti dall’aeroporto avevamo già incluso il trasferimento privato dell’agenzia con la quale collabora Anna e, quindi, siamo andati direttamente in hotel.
La nostra stanza
La sede alberghiera dell’agenzia era l’hotel Edison Times Square 3*. E’ un hotel centralissimo a New York (meno di 100m da Times Square) ed in una posizione top per girare la città. Era un po’ datato ma erano previsti lavori di ristrutturazione. L’hotel, come praticamente tutti a Manhattan, sono veramente enormi. L’Edison era abbastanza rumoroso in quanto molto centrale. E’ veramente difficile trovare qualcosa di silenzioso a New York. Con i lavori previsti molto probabilmente andranno anche a sistemare i serramenti e l’insonorizzazione.

Le camere erano abbastanza piccole ma tende ad essere un particolare comune di tutti gli hotel in quanto cercano di sfruttare al massimo lo spazio per poter vendere più stanze. Solamente hotel di categoria superiore (4* superior e 5*) tendono a riservare stanze più spaziose.
Se preferite soluzioni di categoria superiore vi consigliamo di optare per le catene Sheraton e Hilton che sono categorizzati 4 stelle ma sono come i nostri 4 stelle superior. Altrimenti in zona Central Park (affacciati sul parco) ci sono il Trump International e il Park Lane che sono 5 stelle. Nella Madison Avenue c’è anche il famoso Lotte Palace Hotel (dove è stata ambientata la famosa serie tv Gossip Girl).
La nostra prenotazione comprendeva una sistemazione in camera con un letto king size. Avevamo incluso il solo pernottamento, la colazione presso gli hotel tende ad essere parecchio costosa a New York.
Noi facevamo colazione presso un locale adiacente all’Edison che proponeva colazione, pranzo e cena (Danny). Effettuavamo solo il primo pasto perché poi giravamo la città e ci fermavamo altrove. Il costo andava a peso, quindi più prendevi e più pagavi. Noi, però, non abbiamo mai speso più di 25$ per due persone (si parla del 2016/2018, post Covid i prezzi sono schizzati alle stelle!). Questo locale purtroppo ha chiuso ed è stato sostituito da un altro.
Per la colazione consigliamo anche le caffetterie “Au bon pain” anche se tendono ad essere piccole e affollate.
La nostra stanza era molto piccola e minimal, presentava un bagno un po’ vecchio con vasca, un armadio non molto grande tenendo conto che per metà era occupato da asse da stiro + ferro da stiro (un must per gli americani da avere in stanza). Era presente poi la moquette su tutto il pavimento ad eccezione del bagno. Di fronte al letto era presente una scrivania con tv e bollitore per te e caffè idrosolubile. Le finestre molto grandi davano sull’edificio di fronte quindi senza vista, presenti tende oscuranti. Insomma, una normale stanza di hotel a New York. Tenendo conto che in questa città si passa la maggior parte del tempo a camminare e visitare, la stanza va più che bene se viene, appunto, usata semplicemente per dormirci la notte e farsi una doccia la sera.
Il Wi-Fi prendeva bene in tutta la struttura. Era presente anche una palestra aperta 24 ore su 24, lavanderia a pagamento e vari ristoranti.

Giorno 1
Dopo aver fatto colazione abbiamo preso la metro verso Nord (linea gialla) alla 49St fino a Lexington Avenue/59St dove abbiamo cambiato con la linea verde fino all’86St. Da qui ci siamo diretti a piedi (circa 10 minuti) al Guggenheim Museum per ammirarlo esternamente. Per Sergei che era la prima volta a NY (2016) non aveva senso entrare in tutti i musei con il poco tempo a disposizione ma la struttura particolare del Guggenheim vale sicuramente una piccola sosta esterna. Anna ci è entrata negli anni precedenti, ci sono le collezioni permanenti ma anche molte mostre temporanee e la struttura internamente è, anche qui, molto particolare.

Abbiamo poi optato per una passeggiata in Central Park fino a raggiungere il Museum of Natural History che si trova dalla parte opposta di Central Park rispetto al Guggenheim. Potete allungare la passeggiata facendo il giro del lago del Reservoir oppure passare dietro al Metropolitan Museum (quello del Met Gala) e passare al Belvedere Castle.

Al Museum of Natural History siamo entrati e secondo noi vale la pena dedicarci qualche ora sia che siate appassionati del film “una notte al museo” (ambientato proprio qui) sia che non lo siate. E’ un museo veramente enorme che richiede molto tempo per la visita ma noi ci siamo concentrati nella parte dedicata ai dinosauri. Ci sarebbe piaciuto visitare anche la parte marina ma, purtroppo, era in manutenzione.

Una cosa molto apprezzata in questo museo è il fatto di scegliere quanto pagare per entrare. Alle casse esibiscono il costo consigliato ma vi chiederanno quanto volete pagare (almeno fino al 2018 sicuramente era così, ora non sappiamo se è cambiato qualcosa). Questo per dare la possibilità anche ai meno fortunati di poter entrare. Noi avevamo deciso di pagare intero per correttezza.
Abbiamo pranzato all’interno al Museum Food Court che proponeva menù a prezzo fisso pagando 10$ a testa.
Dopo il museo abbiamo continuato la nostra camminata in Central Park fino ad uscire sulla 5th Avenue dove sorge il famoso hotel The Plaza (quello di “mamma ho riperso l’aereo”) e il negozio Apple. Da qui abbiamo percorso la 5th Avenue ammirando esternamente St. Patrick’s Cathedral, fermandoci poi da Barnes & Noble una bellissima libreria immensa con anche un caffè interno, fino ad arrivare a Rockefeller Center. Da qui la meravigliosa vista sulla pista di pattinaggio, anche questo un luogo iconico di “mamma ho riperso l’aereo” soprattutto se ci andate nel periodo natalizio dove potrete ammirare anche l’enorme albero di Natale. Qui sorge anche il negozio della Lego dove potrete acquistare anche i singoli pezzi da enormi cilindri distributori.


Sempre in questa zona trovate il negozio di Nintendo e a fianco la sede dei FDNY (Fire Department New York) ovvero i pompieri. Proprio dietro la pista di pattinaggio sorge FAO Schwarz uno dei più grandi negozi di giocattoli ma attenzione, se entrate non uscite più perchè cattura anche i più grandi (non solo i piccini) è quasi un delitto uscire a mani vuote!
L’edificio a fianco al negozio di giocattoli è il vero Rockfeller Center che, se si acquista il biglietto, permette di salire sul punto panoramico denominato “Top of the Rock”. E’ meno conosciuto rispetto al famosissimo Empire ma la vista da qui non ha eguali (è quella della copertina di questa pagina), permette di vedere Central Park ma anche un bellissimo panorama sullo skyline di Manhattan con anche l’Empire sullo sfondo (che non sarebbe visibile salendo sull’Empire stesso). Una delle viste migliori è al tramonto, ma è anche quella più gettonata quindi fate in modo di arrivare per tempo.

Da qui abbiamo fatto una passeggiata su Broadway, la famosissima via dei teatri dove avrete l’imbarazzo della scelta se vi dovesse interessare qualche show. Siamo rientrati passando da Times Square al negozio M&M’s.

Anche qui state attenti, i prezzi all’interno sono veramente molto alti ma non riuscirete a resistere all’acquisto di un sacchetto di m&m a scelta tra un’infinità di gusti oltre a, ovviamente, gadget di tutti i tipi.
Se optate per uno show di Broadway e non ne avete uno preferito da vedere vi consigliamo di recarvi alle biglietterie che si trovano proprio sotto le famose scalinate di Times Square. Molte volte se rimangono dei posti liberi, pur di occuparli, li vendono a prezzi scontati (a volte anche di molto se lo show sta per iniziare) dovrete quindi prenderli in velocità e correre verso il teatro. E’ sicuramente un buon modo per fare un’esperienza a Broadway senza spendere un capitale (che però varrebbe tutti i suoi soldi). Se, invece, avete uno show preciso allora basterà acquistarlo da sito o alle biglietterie nella giornata e orario desiderato.

La nostra prima giornata è terminata con la cena da “Sbarro” (locale italiano dove abbiamo speso 19$ in due) che però ora ha chiuso il suo ristorante di Broadway.
La camminata della giornata è stata di: 20km
Giorno 2
L’inizio di questa giornata lo avevamo programmato ancora a metà luglio (3 mesi e mezzo prima). E’ stato un azzardo non potendo prevedere il tempo atmosferico ma se volevamo salirci la scelta era inevitabile.
Parliamo della salita alla Corona della Statua della Libertà (56$ in due compresivi di battello+corona+piedistallo).
Per questa attrazione sono disponibili due varianti:
– salita al piedistallo: accessibile a tutti. E’ possibile acquistare il biglietto online per evitare quindi le lunghissime code, se non si vuole invece rischiare di trovare una brutta giornata è possibile acquistarlo anche sul posto il giorno della visita ma questo comporta, appunto, delle file più lunghe (è consigliato quindi andare presto).
– salita alla “corona”: la sconsigliamo a famiglie con bambini piccoli, persone con limitata mobilità motoria e persone che soffrono di vertigini e claustrofobia. Questo viene specificato nel sito dove si acquistano i biglietti (sotto la pagina FAQ) ma se si procede direttamente all’acquisto dei biglietti senza leggerle non se ne sarà a conoscenza. La salita in cima alla corona non prevede uso di ascensore, arrivati in cima lo spazio è molto stretto (turni di salita di max 4 persone) e si può vedere solamente attraverso dei piccoli vetri (la salita è giusto per poter dire “sono salito sulla corona della Statua della Libertà”), per scendere la vista è sul vuoto e le scale sono veramente ripide e strette. L’area è angusta e chiusa con temperature elevate. Sono 354 scalini larghi 48cm, non è prevista assistenza. L’acquisto del biglietto è obbligatorio online perché si esaurisce molti mesi prima.
Ecco perché abbiamo deciso di prenotarlo rischiando, ma se dovessimo ritornarci per noi non ne vale la pena.
La visita merita al piedistallo dove la vista è all’aperto ed accessibile anche a bambini. La salita alla corona è solo per togliersi uno sfizio.
L’acquisto del biglietto per la Statua della Libertà prevede andata e ritorno in battello. Al ritorno è prevista anche una sosta a Ellis Island (facoltativa).

Dopo aver effettuato la colazione da Denny a fianco al nostro hotel abbiamo raggiunto la stazione della metro alla 50St (salendo quindi di 3 street rispetto all’Edison) prendendo la linea 1 (rossa). Abbiamo acquistato i biglietti alle casse automatiche pagandoli 6$ (3$ a testa), dopo 14 fermate siamo scesi alla fermata South Ferry e raggiunto Battery Park. Ci siamo diretti alle casse dedicate agli acquisti dei Crown Tickets (biglietti della corona) e fornendo la email ci hanno dato i biglietti acquistati. La nostra prenotazione era per le ore 09:00 del mattino, era consigliato recarsi sul posto 30 minuti prima dell’orario indicato e, quindi, per le 08:30.
Prima di salire sul battello siamo dovuti passare per dei controlli di sicurezza. A New York sono un “must” praticamente ovunque per gli ovvi motivi (11 settembre).
La traversata in battello ha una durata di circa 15 minuti fino alla Statua della Libertà, qui siamo scesi e, dopo ulteriori controlli, abbiamo avuto accesso all’edificio. Abbiamo raggiunto subito la cima (anche se con difficoltà, soprattutto in discesa) e abbiamo ammirato la vista dietro ai vetri (che erano anche sporchi!). La discesa è stata alquanto difficoltosa soprattutto per Anna che soffre un po’ di vertigini. Una volta usciti sul piedistallo il suo colorito era alquanto olivastro e anemico!
La salita al piedistallo, invece, è molto fattibile e dotata di ascensore.
Al rientro è prevista sosta del battello ad Ellis Island per far scendere gli interessati ma poi riparte subito alla volta di Battery Park. Noi non siamo scesi ad Ellis Island, avevamo altri programmi per la giornata come prima volta a New York per Sergei.
La giornata era fortemente nuvolosa e fredda (al limite di poter piovere) quindi abbiamo deciso di sfruttare al massimo il nostro itinerario sperando non iniziasse a piovere.
Una volta tornati a Battery Park abbiamo esplorato il resto di Downtown. Ci siamo diretti subito al Charging Bull (toro di Wall Street), la famosa statua d’oro a forma di toro il cui detto narra che toccando i testicoli del toro (portafortuna) daranno successo negli affari.

Abbiamo, quindi, percorso tutta Wall Street sbucando al Pier 11, abbiamo effettuato una passeggiata di qualche centinaio di metri sulle sponde dell’East River per poi girare su Fulton Street dove abbiamo effettuato la sosta pranzo. Abbiamo “pranzato” al Key Food (55 Fulton Street), non era altro che un supermarket dove era anche possibile pranzare velocemente. Si prende un contenitore (di plastica, uffa!), scegliendo tra varie dimensioni, si riempie con quello che si vuole (verdure, formaggi ecc.) prima di pagare alla cassa (il costo è a peso). E’ disponibile un’area tavoli dove poter mangiare. Non abbiamo mangiato molto, siamo rimasti sui 20$ in due.
Dopo il pranzo abbiamo continuato fino a girare sul ponte di Brooklyn percorrendone una parte, siamo poi tornati indietro recandoci al World Trade Center dove avevamo prenotato ad agosto i biglietti (68$ in due) per salire sulla Freedom Tower (la torre che sostituisce le torri gemelle) per le 15:00. Abbiamo preferito prenotare in anticipo sia perché sapevamo che l’osservatorio era al chiuso (in caso di pioggia) sia perché avevamo deciso degli itinerari precisi per poter sfruttare al meglio le giornate vedendo il più possibile. Nel 2018 quando siamo ritornati non abbiamo prenotato nulla, se dovessimo tornare (avendo già visto molto) sfrutteremo le giornate decidendo “al momento” secondo preferenze e condizioni meteo.


La salita al One World Observatory è molto suggestiva con un bel momento all’interno dell’ascensore, vi lasciamo la sorpresa!
Dopo essere scesi dall’ascensore c’è stata una breve presentazione e poi si è aperta la porta che permetteva l’accesso al piano di osservazione. In quel momento ad Anna sono scese delle lacrime. Lei ha avuto la fortuna di salire sulle Torri Gemelle ed è stato un momento molto intenso quando si è aperta la vista sullo skyline di Manhattan, lo stesso che vide all’età di 6 anni quando salì sulle torri. Resta ancora impressa l’emozione e il rumore assordante dell’ascensore, le auto che da lassù sembravano modellini giocattolo. Dettagli che per i bambini restano sempre impressi perché quasi assurdi da vivere, vissuti solamente con Kevin di “mamma ho riperso l’aereo” e, quando li si vive personalmente soprattutto da piccoli, si impregnano come inchiostro indelebile nel cuore.

Resta sempre un’enorme tristezza quando si passa al World Trade Center, soprattutto se si ha potuto vivere anche per un piccolo momento, ciò che c’era prima.
Non vengono imposti tempi precisi di permanenza, noi siamo rimasti circa 30 minuti e poi siamo scesi per continuare il nostro itinerario.
Abbiamo camminato lungo le sponde dell’Hudson River fino alla Watts Street dove abbiamo poi svoltato a destra prendendo una strada più interna (Washington Street) fino a Gansevoort Street. In questa zona, se avete tempo di procedere oltre, potete raggiungere Little Island. Si tratta di un parco isola artificiale nel fiume Hudson ubicato alla fine della High Line. E’ sostenuta da 132 strutture sospese sopra l’acqua. L’isola è composta da vari prati, sentieri, piante, un anfiteatro da 687 posti e molto altro.
Abbiamo nominato la High Line che è una passeggiata panoramica sopraelevata (dove si può anche correre) di circa 2,3km. Non è sempre aperta ma ha degli orari prestabiliti di apertura e chiusura come dei normali edifici, ci sono vari punti di accesso lungo il percorso per entrare e uscire. Per percorrerla interamente è consigliato accedere dall’entrata iniziale che si trova alla 656 W 34th Street (quindi nel senso opposto rispetto quello che stavamo facendo noi).
Non abbiamo percorso la High Line perché sul momento non ci abbiamo pensato e abbiamo percorso la strada normale, peccato!

In questa zona, se avete tempo, c’è the Vessel che è una struttura architettonica a forma di alveare, fino al 2021 era possibile salirci ma poi è stata chiusa definitivamente in seguito a vari suicidi avvenuti a partire dall’inizio 2020 fino, appunto, a luglio 2021. E’ quindi possibile visitare la struttura a livello terra. Si trova al 20 Hudson Yards. Controllate su Google al momento del vostro viaggio, può essere che venga riaperta.

Sempre qui vicino (al 30 di Hudson Yards) c’è il nuovo grattacielo the Edge inaugurato a marzo 2019 (quando siamo andati noi nel 2016 e 2018 non c’era ancora) caratterizzato da un ponte di osservazione al centesimo piano con parte del pavimento in vetro. Essendo un osservatorio all’aperto è consigliato acquistare i biglietti sul posto in base al tempo atmosferico. E’, però, un edificio di nuova costruzione e quindi molto molto richiesto. L’ideale sarebbe prenotarlo sul posto qualche giorno prima o per il giorno stesso monitorando sia le previsioni meteo sia l’affluenza controllando la disponibilità online dei biglietti. Sul posto si prevedono sempre parecchie code. AGGIORNAMENTO: Anna è salita nel 2025.
Da qui abbiamo continuato fino all 47St nel quartiere di Hells Kitchen dove abbiamo svoltato a destra e siamo rientrati in hotel.
Abbiamo cenato al ristorante messicano CanCun che ha chiuso i suoi battenti ad agosto 2020 causa Covid. Questa cena è stata più costosa essendo stato un ristorante tipico e non self service (circa 50$ in due). Se desiderate cenare in ristoranti tipici vi consigliamo la prenotazione anticipata, per tutti gli altri consigliamo di andare presto se senza prenotazione.
La camminata della giornata è stata di: 24km
Giorno 3
La terza giornata inizia con la consueta colazione da Danny (20$ in due) e poi prendiamo la metro alla 49St – 7th Avenue linea gialla N (Coney Islan-Stillwell Av) e scendiamo dopo 8 fermate a Canal St. Oggi visiteremo Chinatown, Little Italy, Greenwich e Flatiron.
Da qui ci dirigiamo un po’ a sud a Columbus Park per una passeggiata e continuiamo su Mulberry Street fino a Petrosino Square. Procediamo poi su Lafayette Street, girando a sinistra e poi subito a destra su Broadway fino ad arrivare all’incrocio sulla 4th Street, svoltiamo a sinistra fino a raggiungere Washington Square Park.
Questo parco è molto carino, si trova nel Greenwich Village, ed è composto da una piccola piazzetta centrale con una fontana. E’ poi presente il Washington Square Arch, l’arco caratteristico di questo parco. Sono presenti altri percorsi per una camminata tranquilla dove è possibile ammirare la statua di Garibaldi e una zona dedicata agli scacchi. E’, infatti, possibile trovare delle panchine con dei tavoli fissi con disegnata una scacchiera per poter giocare.

Abbiamo continuato la nostra passeggiata sulla 5th Avenue fino alla 23rdSt all’altezza del Madison Square Park dove, di fronte, sorge il Flatiron Building.
Per chi non lo sapesse l’edificio si chiama così perchè ha la forma di un ferro da stiro. Flatiron, infatti, significa questo. E’ uno degli edifici simbolo di questa meravigliosa città. In questa zona abbiamo fatto un po’ di shopping da Nike (da buoni sportivi!).

La nostra passeggiata è continuata affiancando Madison Square Park e svoltato a sinistra sulla 25St fino al Sunac Fancy Food dove abbiamo pranzato. Un locale self service con frutta, primi, secondi di varia scelta dove abbiamo mangiato con 16$ in due.
Da qui abbiamo continuato la nostra passeggiata effettuando una sosta nel negozio Aeropostale, molto amato da Anna da sempre, che si trova di fronte a Greeley Square Park sulla 6th Avenue e abbiamo effettuato altro shopping.
La nostra passeggiata si è conclusa continuando su Broadway fino al nostro hotel. Oggi abbiamo risparmiato qualche energia riposando un po’ di più nel pomeriggio (avevamo camminato veramente tanto nei due giorni precedenti).
Abbiamo cenato da Sbarro sempre vicino all’hotel (ora il ristorante ha chiuso) con 17$.
La camminata della giornata è stata di: 15km.
Giorno 4
Anche questa giornata inizia con la colazione da Danny (20$). Oggi si svolge la gara “Dash to the Finish Line”. Questo periodo, infatti, è quello della maratona di New York che si svolge ogni anno la prima domenica di novembre. Il sabato (giorno prima) è prevista dall’organizzazione una gara di 5km che parte di fronte al palazzo delle nazioni unite (ONU) e arriva fino all’arrivo della maratona in Central Park.
Decidiamo di guardare la gara lungo il percorso e percorriamo a piedi tutta la 47St fino a Vanderbilt Avenue dove svoltiamo verso Sud raggiungendo Grand Central Station che decidiamo di visitare. Non c’è molto da vedere all’interno se non, appunto, il famoso enorme ingresso del Grand Central Terminal con l’iconica scalinata e al centro il famosissimo orologio.

Usciti da Grand Central svoltiamo sulla 42St dove un fiume di corridori colorati sta percorrendo la strada per compiere la loro gara di 5km fino a Central Park, proseguiamo nel loro senso opposto e passiamo il Chrysler Building che si trova giusto a fianco Grand Central (tra Lexington Avenue e la 3rd Avenue). Se volete tra Vanderbilt Avenue e Madison Avenue sorge il Summit (un altro osservatorio sopraelevato caratterizzato da specchi che è stato inaugurato ad ottobre 2021, non abbiamo quindi esperienza e un feedback da dare a riguardo). AGGIORNAMENTO: Anna è salita nel 2025.


Raggiungiamo la 1st Avenue e il palazzo delle nazioni uniti da dove sono partiti. Da qui continuiamo verso Sud fino all’altezza della 37St e svoltiamo a destra fino all 5th Avenue, discendiamo ancora fino alla 33St dove arriviamo, finalmente, ai piedi dell’Empire State Building. Nulla di che se non si decide di salirci, meglio restarci lontani per poterlo vedere tutto. Da sotto non si vede la fine da quanto è alto.

Noi decidiamo di non salirci, il costo è molto alto ma, soprattutto, siamo già saliti sul One World Observatory qualche giorno prima dove abbiamo avuto un bel panorama anche con la vista dell’Empire.
Il nostro consiglio personale è di saltare completamente la salita sull’Empire (non siamo pazzi!) e di optare per due salite in due osservatori e momenti differenti così da avere due viste diverse tra loro e sia di giorno che di sera.
Se, come noi, optate per One World Observatory di giorno potete poi optare per Top of the Rock di sera (vedete spiegazione al giorno 1).
In alternativa potete optare per The Edge al posto di uno dei due qui sopra. Secondo noi vale di più salire su questi piuttosto che sull’Empire proprio perché, salendo sull’Empire stesso, non avreste una vista dello skyline di Manhattan con lui che è il simbolo della città.

Da questo punto abbiamo raggiunto il Madison Square Garden tramite la 34St, lo abbiamo osservato solamente dall’esterno ma se dovesse interessarvi sul sito ufficiale sono disponibili anche i biglietti per visite guidate all’interno. Se siete appassionati di basket potreste essere fortunati a trovare nel periodo che andate delle partite di NBA.
Dopo il Madison Square Garden tramite la 33St abbiamo raggiunto B&H Photo Video, uno dei più grandi negozi di elettronica e attrezzature fotografiche al mondo.
Non dovevamo comprare nulla ma eravamo curiosi di poterlo vedere. E’ gestito da ebrei e l’interno è molto particolare. Essendo enorme, tutti gli oggetti vengono spediti da una parte all’altra del negozio tramite contenitori che viaggiano su nastri trasportatori visibili che girano tutt’intorno al negozio!
Praticamente se si vuole acquistare un obiettivo fotografico nel reparto dedicato il commesso lo ordina tramite pc e arriva in pochissimo tempo su un nastro trasportatore, ti viene mostrato e se lo acquisti viene spedito automaticamente in cassa dove lo troverai disponibile per il pagamento.
Usciti da questo negozio ci dirigiamo verso Nord fino alla 41St e svoltiamo a destra fino alla 7th Avenue. Qui ci fermiamo a pranzare da Europa Café (anche questo locale ha chiuso post Covid). Un vero peccato che abbia chiuso perché c’era la possibilità di personalizzare pasta e insalata a piacimento con vari condimenti e verdure. Abbiamo speso 24$ in due.
Il nostro percorso continua superando Times Square e facendo una passeggiata sull’8th Avenue fino alla 53St, svoltiamo a destra per riscendere da Broadway fino a raggiungere la 42St (in pratica un giro rettangolare che parte da Europa Cafè 41St, sale di 12 strade e riscende di altre 11 ma non dall’8th Avenue ma da Broadway). A questo punto svoltiamo a sinistra fino alla 6th Avenue e sbuchiamo a Bryant Park.

Questo è, forse, uno dei più bei “mini parchi” di Manhattan. Centrale ma riservato si trova davanti alla Public Library (la biblioteca di New York) e presenta un parco che nel periodo invernale viene convertito a pista di pattinaggio sul ghiaccio. E’ pieno di chioschi che vanno dal cibo, alle bevande fino ai negozi con decorazioni e oggetti particolari. E’ anche possibile, tramite il sito ufficiale, acquistare una placca da personalizzare e far apporre sulle sedie del bar (ha un costo di circa 130$). Non è, però, garantito che resti a vita in quanto il costo è alla portata di quasi tutti e “fa gola” come regalo. Con il passare degli anni, quindi, le placche verranno sostituite con altre (c’è la garanzia di permanenza di 3 anni). Se, invece, si desidera un regalo da effettuare a qualcuno o per se stessi che duri a vita va acquistata una panchina il cui costo è molto elevato (circa 10.000$).
La domenica viene chiusa la parte di 6th Avenue di fronte per poter allestire delle bancarelle giornaliere. Potrete leggere la giornata 5 dove ne parleremo.
Finita la nostra permanenza di circa un’ora a rilassarci e gustarci Bryant Park percorriamo a ritroso la strada fino all’hotel Sheraton Times Square sulla 52St 7th Avenue. Sono ormai le 16:00 di pomeriggio e l’agenzia con cui Anna collabora ha una riunione aperta agli iscritti alla maratona con loro e facciamo sosta qui per un’ora e mezza circa.
Rientriamo poi all’Edison tramite la 7th Avenue e ci riposiamo prima di uscire per cena dove torneremo da Europa Café che ci è piaciuto molto a pranzo. Spendiamo circa 22$, sempre totale di due.
La camminata della giornata è stata di: 19km.
Giorno 5
Questa giornata è dedicata alla maratona di New York. Siamo ospiti dell’organizzazione per andare alla partenza e godere di questa esperienza unica. La sveglia suona presto e ci dirigiamo all’hotel Sheraton dal quale parte il bus dell’organizzazione che ci porta a Fort Wadsworth dov’è allestito il villaggio partenza e tutti i 50.000 maratoneti attendono il loro turno per prendere il via.
Siamo sottoposti a controlli sulla sicurezza molto ferrei seguito l’attentato di 3 anni prima alla maratona di Boston.
Attendiamo il momento della partenza dalle tende degli invitati dove ci viene offerta la colazione. Quando arriva il momento ci spostiamo sui bus aperti lungo la partenza dove assistiamo ad un momento iconico di questo evento, l’inno nazionale e poi la partenza dei Top Runner e della prima onda (wave) di maratoneti.
Dopodiché l’organizzazione ci porta in bus all’arrivo della maratona su Central Park accanto alla Tavern on the Green dove hanno allestito un tendone riscaldato per l’attesa e dov’è possibile mangiare.

E’ ormai tarda mattinata quando arrivano i vincitori della maratona e noi assistiamo dalle tribune. Una volta arrivati i primi maratoneti decidiamo di lasciare la zona arrivo e ci fermiamo poco oltre Columbus Circle (Central Park South con la 7th Avenue) per circa 30 minuti a fare il tifo ai corridori che arrivano come un fiume colorato, a centinaia ininterrottamente. I tifosi come noi sono assordanti e ad un certo punto decidiamo di dirigerci a Battery Park dove sono previste le bancarelle della domenica. Prendiamo la 6th Avenue fino ad arrivare al parco. Facciamo una bella merenda con crepe e pannocchia! Quest’ultima veramente gustosa, cucinata al momento e condita con sale. Non proprio salutare come merenda ma erano irresistibili (8$ di entrambe).
Stanchi dalla lunghissima giornata (ormai sono le 16:00) decidiamo di rientrare in hotel a riposare un po’.
Usciamo solamente per la cena da Sbarro (15$ per entrambi).
La camminata della giornata è stata abbastanza contenuta : 9km.
Consigli alberghieri
Anna ha soggiornato anche all’hotel Sheraton Times Square oltre che all’hotel Edison e la differenza di qualità è notevole. Se, quindi, avete più disponibilità economica meglio lo Sheraton. Si trova sulla 7th Avenue con la 52St, in ottima posizione a metà strada tra Central Park e Times Square.
Se, invece, potete ambire a qualcosa di più sono molto validi i seguenti hotel:
- Lotte (hotel della serie tv Gossip Girl)
- Park Lane (affacciato su Central Park non molto lontano dal Plaza di mamma ho riperso l’aereo)
- Plaza Hotel, appunto
- Trump International
Il primo hotel (Lotte) si trova dietro a St. Patrick Cathedral sulla 51St tra la 5th Avenue e Park Avenue. Non così centrale come gli altri ma di ottima qualità.
Il secondo hotel (Park Lane) è sulla 59St all’entrata di Central Park, le camere hanno varie viste (parco/città).
Il terzo hotel (Plaza Hotel) si trova a fianco al sopracitato Park Lane nell’angolo con la 5th Avenue. E’ il famoso hotel di “mamma ho riperso l’aereo”, di alta qualità.
Il quarto hotel (Trump International) si trova sempre sul parco, più precisamente sulla Central Park West affacciato sia su Central Park sia su Columbus Circle. Un altro hotel di elevata qualità.
Ci sono, ovviamente, moltissimi altri hotel a New York e c’è l’imbarazzo della scelta. Con questi hotel Anna ci ha lavorato e quindi li può consigliare, non si espone in altri non conosciuti.
Se, invece, volete restare su qualità di 3/4 stelle possiamo consigliare l’Hampton Inn Times Square Central. Si trova più a sud rispetto all’Edison e alle zone centrali di Times Square e Central Park, più precisamente sulla 42St con la 7th Avenue ed è un hotel più “contenuto” e con colazione inclusa.
Il rientro
Per il 2016: il giorno seguente per noi è di ripartenza da New York alla sera, il lunedì mattina è dedicato agli ultimi acquisti in zona. Il rientro era alle ore 20:04 dall’aeroporto JFK con arrivo a Venezia ore 10:30 locali del giorno successivo (durata del volo di 8h26′). Il volo per quest’anno era diretto gestito dalla compagnia Delta Air Lines.
Il trasferimento hotel/aeroporto ci è stato organizzato dall’agenzia con la quale Anna collabora. Essendo molto trafficato il tratto verso JFK siamo partiti dall’hotel attorno alle ore 15:00 per essere in aeroporto minimo 3 ore prima del volo.
Per il 2018: il giorno seguente (lunedì 05/11) è per noi l’inizio del nostro viaggio di quasi 3 settimane negli altri luoghi indicati nel capitolo: Stati Uniti d’America (USA) – generico. Se vi interessa, vi rimandiamo a questa sezione dove potrete trovare i dettagli di tutte le altre località che abbiamo visitato (città e parchi).
Il volo iniziale era previsto da Newark alle ore 08:10 con United Airlines e arrivo a San Francisco dopo 6h25′ con atterraggio alle ore 11:35 locali.
E’ poi stato modificato dalla compagnia aerea ritardando di 20 minuti il tutto (quindi partenza ore 08:30 e arrivo ore 11:55 locali).
Il trasferimento dall’hotel Edison all’aeroporto Newark ci è stato organizzato dall’agenzia con la quale Anna collabora. Siamo partiti dall’hotel molto presto attorno alle 4:45 del mattino.
Se volete continuare con noi il nostro viaggio vi aspettiamo sotto la pagina di San Francisco!
Informazioni d’ingresso
Consigliamo di controllare il sito ViaggiareSicuri prima di partire ma generalmente per viaggiare negli USA è richiesto il passaporto dotato di microchip ed essere in possesso dell’ESTA.
Attenzione ai vari siti truffa per quanto riguarda la richiesta dell’ESTA. Il costo è di 40$ (2025), qualsiasi costo superiore sono truffe oppure siti esterni che richiedono commissioni per eseguire la pratica per voi.
La pratica richiede circa 72 ore per l’approvazione. Anche in questo caso è meglio richiederla entro una settimana dalla partenza visti i tempi di elaborazione.
Importantissimo viaggiare con un’assicurazione sanitaria. Eventuali problemi medici negli USA hanno costi salati e in ospedale ancora prima di chiedervi il motivo per il quale siete lì vi chiedono il numero della polizza assicurativa o la carta di credito!
Il costo che abbiamo sostenuto noi con validità dal 31/10 al 23/11 era veramente irrisorio rispetto a quanto si potrebbe pagare se qualcosa dovesse andare storto.
La nostra assicurazione aveva massimale illimitato per le spese mediche, abbiamo pagato 340,00 euro totali (170 a persona). Era, però, un’assicurazione sottoscrivibile solamente da agenzie autorizzate. Sono, però, disponibili molte altre assicurazioni in commercio anche se con massimale inferiore ma pur sempre molto elevato.

Pro e contro della famiglia Pomo
PRO
– tutto ciò che questa città ha da offrire, mille opportunità e mille cose da poter visitare
CONTRO
– è molto caotica, soprattutto nel periodo maratona (come nel periodo Natale e Capodanno)
Concludendo, viaggio consigliato?
Anna: certamente sì, New York è New York
Sergei: sì
