
In questa pagina parleremo del viaggio che abbiamo effettuato nel novembre del 2018 al Grand Canyon (USA)
Info generali
Partenza: Sedona
Arrivo: Grand Canyon National Park
Tipologia di viaggio: auto
Durata del viaggio: 2h00′
Città: Grand Canyon South Rim
Stato: USA
Struttura ricettiva: Maswik Lodge – Inside the Park
Durata del viaggio: 3 notti
Persone: 2 adulti
Voto struttura: 7
Voto vacanza: 9
Costo: <€
Menù
Pro e Contro della famiglia Pomo
Giorno di arrivo
Siamo partiti da Sedona nel primo pomeriggio dopo aver camminato a Bell Rock giungendo in questo magnifico parco dopo circa 2 ore di viaggio (alle 17:00 circa). Prima di entrare nel parco siamo stati accolti, lungo la strada, da due bellissimi cervi che indisturbati stavano brucando l’erba e ci hanno attraversato la strada in tutta tranquillità.

Abbiamo scelto di visitare il South Rim in quanto il North Rim da ottobre a maggio chiude le strutture ricettive per maggiore probabilità di nevicate.
Al nostro arrivo ai cancelli abbiamo pagato l’ingresso di 30$ (prezzo a veicolo) in quanto non avevamo ancora acquistato il “America the Beautiful Pass” che conviene se si ha intenzione di visitare più parchi. Lo abbiamo, però, fatto presente ai rangers che ci hanno fornito lo scontrino per poter andare all’ufficio predisposto all’interno del parco il giorno successivo e ritirare il pass dal quale ci hanno poi scalato i 30$ pagati.
Nel 2018 questo era possibile, non essendo più ritornati non sappiamo se sia ancora possibile questa modalità o se è obbligatorio acquistare fin prima dell’ingresso il pass via internet.
Nel 2018, per esempio, era poi possibile rivendere/regalare il pass ad altra persona; il retro, infatti, era predisposto per 2 firme. Abbiamo firmato la prima e al nostro rientro in Italia lo abbiamo rivenduto a metà del prezzo ad altre persone che hanno firmato la seconda riga e lo hanno poi utilizzato facendo, quindi, risparmiare noi e loro. Il pass aveva durata di un anno dal giorno dell’acquisto.
Dal 2024 questo non è più possibile in quanto il retro ha lo spazio per una sola firma (obbligatoria per poter usare il pass) e, quindi, una volta utilizzato non è poi cedibile a terzi.
La struttura alberghiera
Una volta entrati nel parco ci siamo diretti al nostro alloggio. Per questa località avevamo deciso di soggiornare all’interno del parco così da poter lasciare l’auto ferma, ottimizzare i tempi senza dover raggiungere ogni giorno il parco e trovare parcheggio e spostarsi all’interno per raggiungere i sentieri principali a piedi oppure utilizzando i bus gratuiti.
Nel South Rim sorge il Grand Canyon Village, una piccola “città” dove sono presenti strutture ricettive e locali per la ristorazione.
A nostro avviso tra i migliori hotel dove soggiornare ci sono il Kachina Lodge, El Tovar Hotel o Thunderbird Lodge. Questi si affacciano sul canyon e, se sarete fortunati, riuscirete ad avere una stanza con vista diretta del Canyon.
Noi abbiamo optato per un’altra struttura non affacciata sul canyon ma a 2 minuti a piedi dalle altre sopra citate: il Maswik Lodge – Inside the Park. E’ un hotel con strutture immerse nel bosco ed ogni edificio ha a disposizione un parcheggio per ogni stanza.

Dopo il check in veloce ci è stata assegnata una stanza al primo piano del blocco 3 (la numero 6633). Il blocco 3 era poco dietro la reception e, quindi, comodo per il ristorante Maswik Food Court e anche tranquillo. La stanza era composta da bagno e due letti da una piazza e mezza con pavimento in moquette, era poi disponibile oltre al riscaldamento tramite condizionatori ad aria calda anche un radiatore ad olio che per noi è stato utile perché era veramente freddo a novembre.


La nostra sistemazione non comprendeva i pasti.
Abbiamo quasi sempre mangiato al ristorante del Maswik ad eccezione di una volta che siamo andati a pranzare al Yavapai Lodge.
Quando siamo andati noi nel 2018 il ristorante era a buffet. Non era di grande qualità! Ricordiamo ancora la “pasta” più terribile mai mangiata da Anna. Una pasta al pesto che potremmo più semplicemente chiamare pesto alla pasta. Era un piatto che galleggiava in acqua verde, più una minestra verde che una pasta. Qui abbiamo mangiato veramente male, speriamo che con il passare degli anni sia cambiato qualcosa soprattutto perché è il ristorante più comodo e di riferimento della zona e per andare in altri è necessario spostarsi in auto o bus. I costi, inoltre, non sono per nulla bassi. Noi che non mangiamo molto non spendevamo mai meno di 30$ a pasto (in due) ma ci limitavamo ad un solo piatto: un primo o un secondo. Se già si opta per 2 piatti i costi praticamente raddoppiano.
Solamente la colazione non era così terribile, erano disponibili piatti salati (uova, bacon ecc.) e anche dolci come yogurt, pancakes, waffle e brioches.
Il ristorante apriva la colazione dalle 07:00 alle 10:30 e poi dalle 10:30 alle 20:00 era sempre aperto con il menù “all day” ovvero pranzo e cena avevano stesso menù.
Il nostro arrivo si conclude con la cena e poi ci ritiriamo in stanza a dormire, per domani abbiamo in programma un trail che è una grande sfida. La sveglia suonerà presto!

Giorno 1
Ci siamo recati a colazione per l’apertura (07:00) e poi abbiamo preso subito il bus (10 minuti) in direzione South Kaibab Trailhead dove, al nostro arrivo, ci attendevano alcuni cerbiatti. Il sole stava per sorgere e abbiamo iniziato subito la nostra lunghissima camminata.



L’idea iniziale era quella di prendere il South Kaibab Trailhead, scendere fino al Phantom Ranch e risalire per il Bright Angel fino al Grand Canyon Village: 35km con quasi 2.000m di dislivello. Rischioso e quasi una follia. I genitori di Anna che sono stati in questi posti circa 30 anni fa quando non erano ancora molto frequentati da turisti ci avevano tassativamente vietato di scendere fino in fondo perché, qualora non avessimo avuto abbastanza tempo, non saremmo riusciti a risalire e avremmo dovuto dormire all’esterno non essendoci assistenza. Il Phantom Ranch è un dormitorio ma è così richiesto che ci sono lotterie per avere l’assegnazione del posto con anni di anticipo!
A novembre fa parecchio freddo essendo il South Rim a 2.100m sul livello del mare e le temperature notturne sono sotto lo zero.
Abbiamo deciso di non rischiare e di accorciare il trail.
Ci stiamo mangiando le mani, con il senno di poi saremmo riusciti a farlo!
La nostra camminata è stata di 23,4km in 5h30′ di movimento. L’intero tempo trascorso dall’inizio del South Kaibab Trail alla fine del Bright Angel Trail che si trova al Grand Canyon Village è stato di 6h00′ conteggiando le soste per foto, bere e riposare. Abbiamo concluso tutto alle 13:40 avendo ancora 4 ore di tempo. Saremmo riusciti a fare i 12km in più per scendere al Phantom Ranch e risalire. Dobbiamo tornarci!
A parte gli scherzi dal South Kaibab Trail siamo arrivati fino a “The Tipoff” dove sono presenti anche dei bagni pubblici. Qui abbiamo dovuto decidere se proseguire fino al Phantom Ranch o se svoltare nel Tonto Trail per tagliare e poi risalire. Come poc’anzi scritto abbiamo optato per il Tonto Trail.
Se la prima parte fino al “The Tipoff” è stata tutta in discesa su terra rossa e gradini naturali fino a distruggerci le ginocchia, la seconda del Tonto è stata praticamente “pianeggiante” in mezzo alla vegetazione locale. Inutile spiegare la maestosità dei panorami che giungevano ai nostri occhi, soprattutto scendendo il Kaibab Trail. Abbiamo assistito al sorgere del sole, al passaggio dei muli che portavano gli ospiti al Phantom Ranch, al silenzio assoluto della natura, al vento freddo in faccia.



Con un po’ di rammarico e non convinzione abbiamo percorso il Tonto Trail fino a sbucare all’Havasupai Gardens Campground, un campeggio ufficiale dove è possibile installare la tenda per la notte, sono presenti anche qui bagni pubblici.

Al nostro arrivo abbiamo trovato altri cerbiatti ad accoglierci che mangiavano indisturbati e, ormai abituati, alla presenza di escursionisti.


Dopo 16km di camminata il “peggio” doveva ancora venire. La risalita verso il Village. Ci trovavamo a 1.200m sul livello del mare e dovevamo risalire di 1.000m (fino a 2.200) in 7km; ci aspettava il Bright Angel Trail! Tanto spettacolare quanto difficile. Pieno di tornanti che sembrano non finire mai, con pendenze veramente impegnative.
Una volta giunti sulla cima sono scese alcune lacrime, di dolore, di rammarico nel non aver fatto l’impossibile ma anche di tanta soddisfazione perché la maestosità che ci ha accolti una volta arrivati non può essere descritta a parole!


Anna nonostante abbia le gambe a pezzi e pianga dal dolore è ancora arrabbiata per non essere arrivata al Phantom Ranch. Da qui ci dirigiamo in bus al Yavapai Lodge per recuperare a pranzo parte delle calorie perse in questi 23km. Anche il Yavapai Lodge è un ristorante a buffet e si mangia sicuramente meglio rispetto al Maswik Food Court (non ci vuole molto!).
Sono ormai le 15:00 e, con la testa che ci vede all’inizio del Bright Angel se avessimo scelto il nostro trail di 35km, ci dirigiamo in stanza per una bella doccia calda e un po’ di riposo. Usciremo solamente per cenare al Food Court del Maswik (la terribile pasta al pesto o pesto alla pasta) sopra citata.
La nostra giornata si conclude con 23km nelle gambe ma gli occhi pieni d’amore.
Giorno 2
La notte ci ha portato energie ma le gambe sono a pezzi. 10 giorni fa Anna correva la maratona di New York e tra San Francisco, Los Angeles, Sedona e la giornata di ieri le gambe chiedono pietà. Non è possibile, siamo al Grand Canyon!
Ad Anna frulla ancora in testa la maledetta idea dei 35km e nonostante il dolore non vuole cedere ma è troppo rischioso oggi, le gambe sono veramente distrutte. Non siamo camminatori esperti, tutto il trail lo abbiamo percorso con normali scarpe da ginnastica (pazzi!).
Facciamo colazione e con più tranquillità oggi decidiamo di camminare ma senza osare troppo, abbiamo anche altre località da visitare nei giorni a venire.
Optiamo per il classico e famoso Rim Trail. Se si decide di percorrerlo tutto sono “appena” 20km ma non vogliamo osare. Prendiamo il bus e ci facciamo lasciare al “Pima Point” penultimo punto panoramico ma si potrebbe arrivare fino all’Hermits Rest dal quale partirebbe poi un sentiero Trail.
Il Rim Trail è adatto a tutti, asfaltato e praticamente pianeggiante percorribile anche con passeggini. Costeggia tutto il Grand Canyon lasciando una vista mozzafiato su quest’ultimo. Lungo tutto il trail sono presenti punti panoramici dai quali si possono scattare moltissime foto che renderanno i ricordi indelebili.






La nostra passeggiata è stata di 13km in 4h30′ totali di cui 2h50′ in movimento, abbiamo trascorso moltissimo tempo ad ammirare i paesaggi, scattare foto e goderci questa meraviglia che non ha eguali.
Pranziamo sul tardi, attorno alle 14:30 e poi ci riposiamo un po’ in stanza fino all’ora del tramonto. Poco prima prendiamo un bus e ci dirigiamo ad Hopi Point per assistere al calare del sole. Purtroppo abbiamo un po’ sottovalutato l’affluenza e troviamo alcuni bus pieni, arriviamo a destinazione con un po’ di ritardo e i colori più belli sono già andati un po’ a svanire ma lo spettacolo è sempre emozionante.



Rientriamo al Village per cenare e poi dormire, è stato il nostro ultimo giorno qui, domani si cambia destinazione.
Nasce in noi un senso di tristezza.
Abbiamo viaggiato tanto e possiamo definire il Grand Canyon il posto migliore mai visto (fa a gara con le Maldive ma sono due realtà completamente opposte).
Lasciamo questo posto con malinconia e tristezza nonostante tutto ciò che ci ha dato. Emozioni contrastanti, è quasi più la disperazione di andarsene piuttosto che la felicità di esserci stati.
La tristezza di essere rimasti troppo poco, non è mai abbastanza la permanenza per assaporare completamente il Grand Canyon. Abbiamo visto forse l’1% di tutto ciò che si può vedere qui.
Arrivi al Grand Canyon che sei una persona pronta ad ammirare ciò che tanti ti raccontano ma quando ti affacci e lo scruti ti senti immensamente piccolo.
Possiamo solo dire che la prima volta che lo vedi ti lascia veramente senza fiato per qualche secondo.
Lo salutiamo con gli occhi pieni di lacrime per la gioia e la gratitudine di aver potuto vedere tanta bellezza che non è per tutti scontata. E’ forse uno dei pochi posti dove non si può spiegare a parole o tramite foto ciò che si vede e ciò che si prova, non ci si può saziare di un paesaggio simile.
Il Grand Canyon va visto con i propri occhi, li annebbierà di lacrime, li riempirà di emozioni, li colorerà di amore, li accecherà di bellezza.
Se volete continuare con noi il nostro viaggio vi aspettiamo sotto la pagina del Canyon de Chelly!
Informazioni d’ingresso
Consigliamo di controllare il sito ViaggiareSicuri prima di partire ma generalmente per viaggiare negli USA è richiesto il passaporto dotato di microchip ed essere in possesso dell’ESTA.
Attenzione ai vari siti truffa per quanto riguarda la richiesta dell’ESTA. Il costo è di 40$ (2025), qualsiasi costo superiore sono truffe oppure siti esterni che richiedono commissioni per eseguire la pratica per voi.
La pratica richiede circa 72 ore per l’approvazione. Anche in questo caso è meglio richiederla entro una settimana dalla partenza visti i tempi di elaborazione.
Importantissimo viaggiare con un’assicurazione sanitaria. Eventuali problemi medici negli USA hanno costi salati e in ospedale ancora prima di chiedervi il motivo per il quale siete lì vi chiedono il numero della polizza assicurativa o la carta di credito!
Il costo che abbiamo sostenuto noi con validità dal 31/10 al 23/11 era veramente irrisorio rispetto a quanto si potrebbe pagare se qualcosa dovesse andare storto.
La nostra assicurazione aveva massimale illimitato per le spese mediche, abbiamo pagato 340,00 euro totali (170 a persona). Era, però, un’assicurazione sottoscrivibile solamente da agenzie autorizzate. Sono, però, disponibili molte altre assicurazioni in commercio anche se con massimale inferiore ma pur sempre molto elevato.

Pro e contro della famiglia Pomo
PRO
– la bellezza mozzafiato e indescrivibile di un luogo che sembra essere stato creato da un pittore, ovunque l’occhio vada a posarsi si vedono colori differenti, non si è mai sazi di un posto così.
CONTRO
– il cibo del Maswik Food Court
Concludendo, viaggio consigliato?
Anna: assolutamente sì
Sergei: sì, senza ombra di dubbio

