
In questa pagina parleremo del viaggio che abbiamo effettuato nel novembre del 2018 a Los Angeles (USA)
Info generali
Partenza: San Francisco
Arrivo: Los Angeles
Tipologia di viaggio: auto
Durata del viaggio: 5h30′
Città: Los Angeles
Stato: USA
Struttura ricettiva: The Queen Mary
Durata del viaggio: 2 notti
Persone: 2 adulti
Voto struttura: 10
Voto vacanza: 7
Costo: <€
Menù
Pro e Contro della famiglia Pomo
Giorno di arrivo
Siamo partiti da San Francisco in auto attorno alle 9:00 del mattino. Abbiamo percorso la strada interna (non lungo la costa) per ottimizzare i tempi percorrendo la I-5. Abbiamo effettuato solamente una sosta per il pranzo in uno dei classici “diner” americani che si possono trovare lungo le strade, abbiamo speso poco, circa 20$ in due.
Il nostro itinerario prevedeva di raggiungere direttamente la “Walk of Fame” per una passeggiata prima di dirigerci in hotel.
Abbiamo utilizzato il parcheggio sotterraneo del Dolby Theatre la cui entrata è tramite la “N Orange Drive).
Siamo usciti davanti al Dolby Theatre e abbiamo camminato un po’ (4,5km) nella Walk of Fame guardando alcune delle stelle e i negozi che vendono moltissimi souvenir.

Molto bella la stella di Muhammad Ali, l’unica che si trova appesa al muro (giusto fuori il Dolby Theatre) e non a terra in quanti ha sempre dichiarato di non voler essere calpestato ma ammirato.
La struttura alberghiera
Da qui ci siamo poi diretti al nostro hotel. Per questa località eravamo incerti tra due strutture: una sulla Walk of Fame e quindi centrale soprattutto per raggiungere gli Universal Studios che avevamo in programma per il giorno successivo all’arrivo oppure una molto più particolare a Long Beach. Abbiamo scelto quest’ultima, si tratta infatti della Queen Mary. Il famosissimo transatlantico che ora è armeggiato a Long Beach ed è diventato un hotel.

Avete letto bene, è possibile dormire nelle camere originarie. Le hanno ristrutturate ma hanno mantenuto originali molte parti dell’arredamento.
Il costo del soggiorno è stato un po’ più alto visto che era richiesta anche la tassa resort però ne è valsa la pena.
L’unico punto negativo è, appunto, che si trova fuori mano rispetto alla parte centrale di Los Angeles e degli Universal Studios ed essendo Los Angeles molto trafficata (ma molto molto trafficata) i tempi di percorrenza in auto (praticamente sempre in fila) ci hanno fatto perdere moltissimo tempo e abbiamo dovuto rivedere molte tappe che avevamo programmato.
Il soggiorno però è stato veramente particolare.
Avevamo trovato una buonissima offerta per questa struttura risparmiando 180,00 euro rispetto al prezzo base ed è stato anche questo a farci dirottare su questa scelta.
Al nostro arrivo abbiamo utilizzato il parcheggio esterno dell’hotel (a pagamento, 22$ al giorno) e ci siamo recati alla reception. Ci è stato comunicato che la nostra camera non era disponibile e per questo ci hanno effettuato un upgrade in camera migliore senza ulteriori costi. Avevamo prenotato una stanza “Inside”, ovvero interna e senza finestre, ma ci è stata data una stanza dotata di finestre ma soprattutto comunicante. In pratica erano 2 stanze con relativo salottino e bagni.

Essendo arrivati che ormai era già buio l’atmosfera della nave era fantastica, i locali principali ben illuminati mentre i corridoi che conducevano alle cabine presentavano luci soffuse che davano quel senso di “pauroso” ma anche “datato” e permettevano di fare un salto indietro nel tempo agli anni in cui la nave era nel pieno della sua attività, come si può vedere dalle foto qui sotto.
Non abbiamo cenato in struttura in quanto i prezzi per i nostri gusti erano veramente troppo alti. Non abbiamo nemmeno voluto riprendere l’auto per uscire perché eravamo veramente stanchi di trascorrerci il tempo. Il risultato? Digiuno!
Abbiamo girato un po’ la nave per visitare le aree principali.


Stanchi dalla lunga giornata e non essendoci molto da fare nei dintorni siamo andati presto a dormire anche perché il giorno seguente ci riserva la visita agli Universal Studios ed essendo dal lato opposto della città vogliamo svegliarci presto per poter evitare il traffico (ci riusciremo?)
Giorno 1
Ci siamo svegliati presto, abbiamo fatto colazione in stanza con ciò che avevamo comprato il giorno prima e ci siamo diretti verso gli Universal Studios che aprivano alle ore 10:00. Il tempo di percorrenza senza traffico dovrebbe essere di circa 1 ora (per circa 55km), noi siamo partiti alle 07:00 optando per la strada normale e non più autostrada. Nonostante questo siamo arrivati che il parco aveva già aperto (più di 3 ore!), un traffico assurdo e praticamente perennemente in coda a passo d’uomo.
Ecco il motivo principale per il quale, forse, la struttura è da evitare. Magnifica e meravigliosa ma abbastanza fuori mano se si ha intenzione di stare a Los Angeles più giorni.
Trovandosi a Long Beach può essere presa in considerazione, piuttosto, se si ha intenzione di andare ad Anaheim ai parchi divertimento in quanto non si passa per la città di Los Angeles. Potrebbe, quindi, essere una buona opportunità per un’esperienza di soggiorno differente e “comodi” ai parchi.
Noi, ad esempio, avevamo in programma prima di recarsi agli Universal Studios di fare la passeggiata per raggiungere la scritta di Hollywood. Avevamo preventivato (ancora da casa, prima di arrivare a Los Angeles e vederne il caos) di svegliarci presto attorno alle 06:00, raggiungere in auto la zona per poi prendere il sentiero ed arrivare nel punto di osservazione della scritta di Hollywood. Il tutto in circa 3 ore/ 3 ore e mezza per poi raggiungere in circa mezz’ora gli Universal Studios.
Piano fallito completamente. Lo avevamo capito già il giorno di arrivo rivedendo, quindi, l’itinerario optando per l’osservatorio Griffith e poi Universal ma nulla da fare, il traffico era così intenso che siamo andati diretti al parco.
Avevamo acquistato i biglietti online ancora a casa con data fissa circa 2 mesi e mezzo prima. E’ stato rischioso per il meteo ma questo era il nostro programma e itinerario. Essendo poi la maggior parte delle attrazioni al coperto non ci avrebbe preoccupato molto. Siamo poi stati fortunati, ci siamo svegliati con cielo nuvoloso che si è completamente aperto.
Il parcheggio non è incluso nel costo dei biglietti (abbiamo pagato 180,00 euro in due per gli ingressi) e il parcheggio, scegliendo quello di mezzo, ci è costato sui 20$. C’erano poi parcheggi più vicini ma noi avevamo già deciso che avremmo cenato fuori dagli studios dove c’è un centro pieno di ristoranti che si trova proprio sopra al parcheggio interrato che abbiamo scelto noi. Avremmo dovuto, quindi, superare il parcheggio dell’entrata (e quindi il più costoso) per raggiungere i ristoranti e poi tornare indietro se avessimo scelto il parcheggio più vicino all’entrata. Ecco perchè abbiamo optato direttamente per il parcheggio di mezzo.

Gli Universal sono immensi e Anna li aveva già visti quando era più piccola. Ci siamo diretti subito al tour degli Studios che è anche l’attrazione più lunga (circa 1 ora) e, secondo noi, anche quella assolutamente imperdibile.
Vi faranno salire su un trenino coperto che vi porterà alla scoperta di varie location e set. Noi abbiamo visto il set di un terremoto in una stazione di treni dove esplode tutto, si allaga di acqua, cadono i soffitti ecc.
Abbiamo poi visto il set di una catastrofe aerea dove c’era un aereo veramente distrutto (dimensioni reali!) con oggetti ovunque, realistico al massimo.

C’è stata poi la location di un laghetto tranquillo con il pescatore inghiottito dallo squalo, la casa di Psycho, la location di un’alluvione dove una tranquilla cittadina (disabitata) viene inondata da un fiume di acqua in piena che distrugge tutto.

Siamo poi entrati nel set di King Kong e molto molto altro. Inspiegabile a parole, va vissuta l’esperienza!
Universal ha un’area completamente tematizzata Harry Potter a partire dal treno di bellezza all’entrata, all’attrazione di Olivander dove si entra nel negozio e dopo una dimostrazione è possibile scegliere la propria bacchetta (acquistandola); c’è poi la rollercoaster di Fierobecco che è un po’ il “bruco” di Gardaland ma più veloce tipo “Mammut”.

Molto bella e d’effetto l’attrazione all’interno del castello dove si è inseguiti dai dissennatori. La fila di attesa è strutturata tutta all’interno del castello passando per le varie sale tematizzate proprio come essere all’interno di Hogwarts. E’ poi possibile provare la famosa burrobirra, le cioccorane ecc. ovviamente a pagamento (in ristoranti sempre tematizzati).
Ci sono poi moltissime altre attrazioni come i Simpson, Jurassic World (era in ristrutturazione quando siamo andati noi), The Avengeres e la Mummia. Molte altre attrazioni cambiano nei vari anni a seconda dei film di tendenza di Universal (quando siamo andati noi c’erano i Minions).


Siamo poi andati a vedere 2 shows, uno sugli animali con cani, gatti, pappagalli e scimmie. Tutti animali addestrati che effettuavano azioni particolari in seguito a dei comandi che venivano loro dati. Molto bello ma non il massimo per gli animalisti, va a pareri insomma.
Waterworld, invece, è lo show iconico di Universal e merita assolutamente la visita. Si svolge dentro ad un anfiteatro all’aperto (tribune riparate) in mezzo ad acqua e palafitte arrugginite dove si svolgono lotte con stuntman che si lanciano nell’acqua, prendono fuoco e molto altro ma non vi raccontiamo tutto. Se volete andare vi lasciamo la sorpresa.

A pranzo ci siamo fermati in uno dei ristoranti al production Plaza (Cocina Mexicana, da buoni amanti di messicano), costoso come può essere pranzare all’interno di un parco divertimenti, circa 40$ in due.
A cena, invece, come scritto sopra ci siamo fermati al Universal City Walk esterno al parco dove sono presenti ristoranti e abbiamo cenato da Taco Bell spendendo circa 25$.
La nostra giornata si conclude alle 18:00 (chiusura del parco) per quanto riguarda il divertimento, abbiamo poi cenato e siamo rientrati in hotel abbastanza tardi sempre per il fatto del traffico. Siamo partiti attorno alle 19:30 dalla City Walk dove abbiamo cenato arrivando in hotel attorno alle 21:30.
Giorno di partenza
Dopo Los Angeles la nostra tappa successiva era Palm Springs dove contavamo (da itinerario strutturato in Italia) di vedere qualcosa nel pomeriggio ma sul posto abbiamo dovuto rivedere tutto a causa dell’ormai, molte volte citato, traffico.
Pensavamo di visitare Santa Monica e poi dirigerci a Palm Springs ma quando abbiamo capito che il traffico ci avrebbe compromesso l’itinerario iniziale abbiamo deciso di optare per dedicare più tempo tra Santa Monica e Venice Beach.
Al nostro risveglio ci siamo diretti a Venice Beach parcheggiando al Venice Beach Pier Parking proprio sulla spiaggia. Da qui abbiamo camminato sulla Ocean Front Walk fino alla 25th Avenue dove abbiamo svoltato a destra per raggiungere il Venice Canal Historic District che abbiamo attraversato facendo una passeggiata tra i canali e le vie di questo bellissimo quartiere dal quale arriva, appunto, il nome “Venice” ispirato alla nostra Venezia in miniatura.

Abbiamo poi continuato sul lungomare fino a Muscle Beach, famosa per avere tutte le attrezzature da palestra all’aperto che si possono tranquillamente provare. Abbiamo fatto qualche acquisto e poi abbiamo recuperato l’auto per raggiungere Santa Monica. Se, però, avete più tempo e voglia di camminare potete raggiungerla a piedi.



Noi dovevamo recarci poi a Palm Springs e quindi abbiamo preferito raggiungerla in auto. Tra l’altro verso Santa Monica c’era una grandissima nube che ci sembrava generata da incendio. Solamente a tarda sera siamo venuti a sapere che l’area era completamente incendiata (il famoso e disastroso incendio del novembre 2018).
A Santa Monica abbiamo parcheggiato all SP+ Parking proprio ai piedi del famoso Pier. Ci siamo limitati solamente a visitare il famoso pontile, fare la foto con il cartello della fine della Route 66 e ammirare i surfisti. Non abbiamo provato il parco divertimenti in quanto, essendo mattina, non era aperto. Ci siamo fermati a pranzare da “Bubba Gump Shrimp” e nonostante il luogo e il nome abbiamo speso circa 30$ in due (ma non siamo grandi “forchette”).
Dopo il nostro pranzo ci siamo diretti a Palm Springs. Avremmo dovuto impiegarci 2 ore ma, purtroppo, abbiamo perso quasi 2 ore nel traffico. Siamo arrivati attorno alle 17:00, giusto il tempo di prendere la nostra stanza, sistemarci e recarci a cena.
Non ci sarà una pagina dedicata a Palm Springs perché, come anticipato, ci siamo arrivati solamente per dormire e il giorno seguente siamo partiti subito in direzione Sedona (la nostra successiva tappa).
Solo per informazione a Palm Springs abbiamo soggiornato al Vagabond Inn pagandolo circa 80,00 euro di una notte. Era un motel ma ben tenuto. La nostra stanza era la 222, non fumatori e avevamo inclusa anche la colazione (oltre al parcheggio e al Wi-Fi).
La sera precedente (ovvero quella di arrivo a Palm Springs) abbiamo cenato in un ristorante messicano raggiungibile a piedi, circa 100m, che si chiamava “El Mirasol”. Si tratta di un vero e proprio ristorante (no fastfood) e abbiamo speso un po’ di più rispetto ai pasti precedenti, circa 50$ in due.
Se volete continuare con noi il nostro viaggio vi aspettiamo sotto la pagina di Sedona!
Informazioni d’ingresso
Consigliamo di controllare il sito ViaggiareSicuri prima di partire ma generalmente per viaggiare negli USA è richiesto il passaporto dotato di microchip ed essere in possesso dell’ESTA.
Attenzione ai vari siti truffa per quanto riguarda la richiesta dell’ESTA. Il costo è di 40$ (2025), qualsiasi costo superiore sono truffe oppure siti esterni che richiedono commissioni per eseguire la pratica per voi.
La pratica richiede circa 72 ore per l’approvazione. Anche in questo caso è meglio richiederla entro una settimana dalla partenza visti i tempi di elaborazione.
Importantissimo viaggiare con un’assicurazione sanitaria. Eventuali problemi medici negli USA hanno costi salati e in ospedale ancora prima di chiedervi il motivo per il quale siete lì vi chiedono il numero della polizza assicurativa o la carta di credito!
Il costo che abbiamo sostenuto noi con validità dal 31/10 al 23/11 era veramente irrisorio rispetto a quanto si potrebbe pagare se qualcosa dovesse andare storto.
La nostra assicurazione aveva massimale illimitato per le spese mediche, abbiamo pagato 340,00 euro totali (170 a persona). Era, però, un’assicurazione sottoscrivibile solamente da agenzie autorizzate. Sono, però, disponibili molte altre assicurazioni in commercio anche se con massimale inferiore ma pur sempre molto elevato.

Pro e contro della famiglia Pomo
PRO
– la bellezza della struttura ricettiva ovvero, la Queen Mary;
– l’esperienza agli Universal Studios veramente unica e bella
CONTRO
– il traffico, solo ed unicamente quello. Penalizza un sacco gli spostamenti facendo inevitabilmente rivedere tutti gli itinerari.
Concludendo, viaggio consigliato?
Anna: nì, non essenziale come tappa; dedicherei i giorni per qualche altro parco.
Sergei: no, preferisce posti tranquilli